Toscana
Dieci nuovi posti di lavoro nel Lumiere che riapre
Giovani imprenditori locali lanceranno l’attività all’inizio del prossimo anno Non solo cinema (da 190 spettatori), ma anche convegni, eventi e opera lirica
PISA. Una decina di posti di lavoro nel “nuovo” Lumiere. Il cinema di vicolo del Tidi riaprirà presto, ma ancora non si sa quando: quasi sicuramente all’inizio dell’anno. Ora sono in corso le procedure per ottenere l’agibilità. La rinnovata struttura si pone come un’esperienza decisamente particolare per la città, considerato anzitutto il carattere di multifunzionalità alla base. Cinema, spettacoli, musica, convegni: solo la Stazione Leopolda ha possibilità analoghe.
Altro elemento da sottolineare è che tutto viene portato avanti da giovani pisani, che hanno costituito una società apposita e con proprie risorse economiche: l’intera operazione è infatti sostenuta con investimenti privati. Il cinema Lumiere, che aveva aperto nel 2004 ed era stato chiuso nel febbraio di un anno fa, si trova nel palazzo di proprietà del conte Agostini Venerosi Della Seta: i locali per la nuova attività imprenditoriale sono stati concessi in affitto.
Un’altra particolarità da sottolineare è che il cinema manterrà in buona sostanza i suoi posti. La versatilità del “nuovo” Lumiere permetterà infatti di svolgere più attività attraverso una dotazione di poltrone fisse e altre sedie di un modello pensato proprio per utilizzi diversi. Così i locali, per iniziative che prevedono solo posti in piedi, avranno una capienza di 280 persone. Mentre in occasione di proiezioni cinematografiche alle 40 poltrone fisse si aggiungeranno le sedie per un totale di 190 posti. Infine, nelle circostanze di altri eventi con l’esigenza di stare seduti (come per ristorazione più piano bar) i posti arriveranno a 150.
Detto del cinema, cosa potrà essere ospitato al Lumiere? Secondo i promotori della nuova iniziativa imprenditoriale, che si presenteranno in una successiva occasione pubblica, si andrà dalle conferenze a rappresentazioni musicali, da spettacoli di jazz e blues a dirette di proiezioni di opere liriche. Il binomio alla base dell’attività è quello tra cultura e cibo, allargando l’offerta della città rivolta ai giovani, ma non solo a loro attraverso appunto una possibilità di scelta più ampia.
Riguardo al cibo, il Lumiere è collegato con l’adiacente ristorante “Il Dado del Lumiere” di lungarno Pacinotti. Nel piano aziendale l’attività di somministrazione di cibi e bevande è a servizio della proposta culturale del locale per garantirne la sostenibilità. Al binomio base cultura-cibo si unisce un terzo aspetto, che è quello occupazionale: nel Lumiere riaperto è confermata la possibilità di una decina di nuovi posti di lavoro, cui se ne potranno aggiungere altri dell’indotto.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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