Proteste
Sei comuni pisani mettono on line tutte le banche dati
Cittadini e aziende potranno vedere e utilizzare ogni documento amministrativo Operazione trasparenza anche nell’ottica di una futura “città metropolitana”
PISA. Entro un anno chi vorrà consultare i bilanci di Palazzo Gambacorti e di tutti i Comuni dell’aea pisana, l’azienda che avrà la necessità di un atto pubblico, chi vuole avere una cartografia o magari sapere quali sono le piste ciclabili del territorio potrà farlo via pc e potrà scaricare in tempo reale e solo e soltanto i documenti e i dati di cui ha bisogno. Il progetto che il Comune si appresta a realizzare nell’anno che sta per iniziare - si parte a gennaio, per fare una verifica a giugno con l’obiettivo della messa in rete di tutto entro dicembre prossimo - si chiama «Open Data» e ieri mattina a Palazzo Gambacorti è stato firmato da tutte le amministrazioni dei sei Comuni dell’area pisana. Con il sindaco, Marco Filippeschi, e l’assessore alle tecnologie digitali, Davide Gay, c’erano il primo cittadino di Calci, Bruno Possenti, con il suo vice, Antonio Piccioli, quello di Cascina, Alessio Antonelli, con l’assessore Luca Barsotti, l’assessore Fabiano Martinelli per il Comune di San Giuliano Terme, il vicesindaco Massimiliano Angori, per quello di Vecchiano e il primo cittadino di Vicopisano, Yuri Taglioli.
Si tratta della prima iniziativa del genere in italia, cioè della prima volta che c’è la messa in rete degli atti pubblici di Comuni d’area vasta, e non poteva che accadere nella città che è stata ed è culla dell’informatica, dove è nata la mitica Cep, uno dei primi calcolatori italiani. Un progetto di trasparenza, ma non solo, anche e soprattutto di innovazione ed efficienza dei servizi e di partecipazione democratica, nell’ottica del programma di città metropolitana per un Comune unico di duecentomila abitanti. Ad illustrare nei dettagli l’iniziativa con Gay e Barsotti c’era chi ha lavorato operativamente al progetto, Flavia Marzano, di Associazione Stati Generali Italia, e Francesca Di Donato, di Link and open Data Italia.
In breve e per chi ha un minimo di esperienza, chi clicca alla ricerca di un programma può inserire anche una sola parola e non dover consultare magari un intero bilancio, ma solo la parte che gli interessa, senza trovarsi di fronte ad illeggibili pdf scannerizzati e messi in rete, ma a pagine presenti a tutti gli effetti e automaticamente leggibili e trasportabili. Come spiegano Marzano e Di Donato «si tratta di dati collegabili e incrociabili, con evidente risparmio ed aumento del loro valore». «Con questi - aggiungono - il caso Fiorito e tanti altri del genere non si sarebbero mai verificati». In questo momento è possibile consultare quello che è stato messo in rete messo finora sulla piattaforma regionale esistente dati.toscana.it. «L’apertura dai dati pubblici - ha proseguito Filippeschi - è chiesta dall’Unione europea e garantisce trasparenza, partecipazione, collaborazione fra pubblico e provato, un risultato di semplificazione e sviluppo. Non è un caso che si parta da Pisa, città dell’informatica, e dai sei Comuni dell’area pisana interessati dal piano strategico per una città di duecentomila abitanti. Noi la sfida la prendiamo sul serio». Fra l’altro un progetto condiviso fra i sei comuni dà più facile accesso ai necessari finanziamenti regionali. «Ma la trasparenza sottolinea Antonelli - non è l’unica priorità, la cosa fondamentale resta l’uso come democrazia diretta».
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