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Pisa

Oltre 2.100 precari in lizza nel concorsone

Oltre 2.100 precari in lizza nel concorsone

Gli aspiranti docenti criticano i cinquanta quiz: «Non hanno nulla a che fare con l’insegnamento»

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PISA. E' tornato dopo 13 anni il tanto discusso "concorsone" per docenti scolastici. Le prove pre-selettive sono cominciate ieri mattina e si concluderanno oggi pomeriggio, dopo due giorni di quiz e otto sessioni d'esame in tutto. Un concorso che, a livello nazionale, mette a gara 11.542 cattedre e che conta oltre 321 mila candidati. Solo in provincia di Pisa gli aspiranti insegnanti ufficialmente registrati sono più di 2.100, tra precari di lungo corso e neofiti. Dalle 9 di ieri si sono ritrovati davanti ai cancelli delle dieci scuole del territorio in cui si svolgono i test: 50 quesiti a cui rispondere in 50 minuti, al termine dei quali ogni candidato può visualizzare il risultato conseguito sulla postazione assegnata. Per il superamento della preselezione è necessario conseguire un punteggio non inferiore a 35/50. Ogni candidato ha davanti un computer con un software che è lo stesso con il quale i prof hanno potuto esercitarsi in queste settimane. Ognuno verrà sottoposto però a un diverso blocco di domande visto che il cervellone ministeriale ne sorteggerà 50 fra le 3.500 pubblicate lo scorso 27 novembre. «Domande assurde e che nulla hanno a che fare con l'insegnamento» dice uscendo dal Liceo Dini, Rosita Pilo, 42 anni, insegnante di materie letterarie precaria da quasi dieci anni. «Gran parte dei quiz riguardano la logica, la matematica e la fisica e per noi umanisti non è certo il massimo. Nonostante questo sono comunque riuscita a superare la prova. Il ministro Profumo - prosegue la Pilo - ha fatto pubblicare le possibili domande del test ma non le risposte, dicendo che in questo modo i furbetti sarebbero stati costretti a studiare. Credo però che in 20 giorni sia impossibile prepararsi in modo adeguato in queste materie».

Dei 50 quesiti proposti 18 avrebbero dovuto riguardare in effetti le capacità logiche e matematiche del candidato, mentre le altre dovevano misurare le capacità di comprensione del testo (18 domande), le competenze informatiche (7) e la conoscenza di una lingua straniera(7). Molti candidati hanno notato una maggiore presenza di quiz di logica e informatica rispetto alle prove di comprensione del testo. Tra questi anche Gennaro Amendola, 36 anni ricercatore a tempo determinato di Matematica all'Università telematica e-Campus: «Mi è parso che gran parte delle domande richiedessero abilità logiche anche nei quesiti sulla comprensione del testo. E' chiaro che chi come me ha alle spalle una formazione scientifica risulta un pochino avvantaggiato».

Tommaso Fabiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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