Sicurezza
Museo tutto dedicato alla Valle del Diavolo
LARDERELLO. La geotermia è una delle storie energetiche più antiche d'Italia. Da quando, nel 1777, Uberto Francesco Hoefer di Colonia sul Reno, "Provisioniere delle reali farmacie" della Toscana,...
LARDERELLO. La geotermia è una delle storie energetiche più antiche d'Italia.
Da quando, nel 1777, Uberto Francesco Hoefer di Colonia sul Reno, "Provisioniere delle reali farmacie" della Toscana, scoprì l'acido borico nel lagone di Monterotondo Marittimo fino all'avvio dell'attività chimica nel 1818 da parte del conte Francesco de Larderel e all'accensione della prima lampadina da parte del principe Piero Ginori Conti nel 1904, il calore proveniente dal cuore della Terra è sempre stato una peculiarità toscana.
A raccontare questa affascinante storia di energia, lavoro e uomini in quella che è chiamata la Valle del Diavolo, c’è il Museo della Geotermia a Larderello (Pomarance): aperto tutti i giorni, regala un’immersione nella storia geotermica della Toscana con un viaggio tra reperti databili da metà Ottocento a metà del secolo scorso, video, immagini, documenti, plastici, strumenti e macchinari che raccontano lo sviluppo del settore.
La visita guidata è possibile grazie a un impianto tecnologico che consente al visitatore di attivare in ogni stanza un video, che racconta e descrive il periodo storico illustrato nel punto in cui ci si trova. Il Museo narra la storia della geotermia, dalla tavola pneutigeriana alle terme etrusche, passando per Hoefer, de Larderel e lo Statuto dei lavoratori del villaggio di Larderello, fino a Piero Ginori Conti e ai moderni utilizzi elettrici.
Dopo la Larderello Spa, Enel e oggi Enel Green Power hanno raccolto questa eredità che non è soltanto un interessante passato industriale da studiare e approfondire, ma anche e soprattutto un pezzo di futuro dell’energia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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