Il Tirreno

Pisa

Museo delle Sinopie, tra un mese i lavori

di Francesco Loi
Museo delle Sinopie, tra un mese i lavori

Scadono i termini per la presentazione delle offerte da parte delle ditte, ma il cantiere sarà allestito solo con l’area libera

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PISA. Tra un mese o poco più sarà tutto pronto per allestire il cantiere ed iniziare teoricamente i lavori al muro del Museo delle Sinopie, in Piazza dei Miracoli. Scadono infatti oggi i termini per presentare le domande da parte delle aziende che intendono avere l’appalto; e domani l’apertura delle buste con le offerte. Ecco dunque un altro “paletto” nella vicenda delle bancarelle del Duomo: dopo la consegna della diffida ai commercianti lo scorso mercoledì (con il via del conto alla rovescia dei trenta giorni), sulla questione del trasloco dei banchi nel parcheggio di via Pietrasantina arriva un ulteriore tassello. Anche se l’intera storia non è ancora così lineare.

Bando di gara. L’Azienda ospedaliero universitaria pisana, d’intesa con l’Opera della Primaziale (i due enti proprietari del muro a rischio di crollo oggetto dei lavori), ha lanciato in tempi rapidi questo bando per assegnare l’intervento di restauro della facciata del complesso denominato “Spedale Nuovo”. Nell’atto si ribadisce come il restauro «non risulta più procrastinabile per gravi ragioni di sicurezza dovute al pericolo di crollo del muro» e «derivanti dal deterioramento dell’immobile». Si conferma anche «che i lavori potranno essere eseguiti solo a seguito dello spostamento delle attività di commercio». La gara per individuare l’impresa avviene con il metodo della procedura negoziata. In pratica, le aziende papabili sono state invitate a chiamata: sono undici e sono state prescelte dalla Sovrintendenza di Pisa e Livorno, oltre che da Opera della Primaziale e Aoup. L’importo complessivo (con gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso) è di oltre 567mila euro. Nell’atto si precisa anche che il bando è stato emanato, «pur non essendo il cantiere ancora libero dalle bancarelle, restando sussistente la situazione di pericolo».

Tempi e dubbi. I tempi per passare dall’individuazione dell’impresa all’apertura del cantiere sono abbastanza contenuti. Oggi si chiudono le domande e domani mattina ci sarà l’apertura delle buste con le offerte. Nel giro di una quarantina di giorni, considerato che nel mezzo ci sono le feste di fine anno, le procedure si dovrebbero concludere, dopo che sarà terminata la verifica del possesso di tutti i requisiti di legge da parte dell’azienda che si sarà aggiudicata la gara. Però sui reali tempi di avvio dei lavori non ci sono certezze. Sempre nella delibera si legge che l’Aoup «si riserva la facoltà di non procedere alla stipula del contratto di appalto dei lavori con l’impresa risultata aggiudicataria qualora, decorsi oltre dodici mesi dalla aggiudicazione del medesimo, non sia comunque resa attuabile l’esecuzione dei lavori stante l’impossibilità, per motivi indipendenti dalla volontà di questa amministrazione, di allestire il cantiere».

La diffida. Qui si entra nella complessità di questa vicenda, che vede i bancarellai del Duomo sotto diffida, con trenta giorni di tempo (dal 12 dicembre scorso) per liberare il suolo pubblico. Il Comune ha già ricordato che si tratta di «un atto necessario e dovuto dopo le fasi precedenti (ordinanza di trasferimento con assegnazione dei nuovi posteggi e la successiva contestazione della violazione amministrativa)». Ha detto anche che è «l’ultimo e definitivo atto della procedura amministrativa per arrivare al trasferimento temporaneo delle bancarelle» come richiesto, si aggiunge, «dalle istituzioni interessate ai lavori di consolidamento del muro del Museo delle Sinopie e dell’ospedale».

I lavori. Dalla parte dei bancarellai, sostenuti dalle associazioni di categoria, c’è il ricorso pendente al Tar Toscana nei confronti dell’ordinanza comunale di spostamento dello scorso 30 aprile. Un elemento, questo, che viene ricordato anche nell’atto dell’Aoup e che viene legato alla tempistica ancora incerta di effettivo avvio dei lavori. Che sono un’esigenza che parte da lontano: la loro esecuzione era già stata richiesta dalla Sovrintendenza al momento del passaggio di proprietà dell’edificio delle Sinopie dall’Aoup all’Opera della Primaziale avvenuto nel 2010.

La Primaziale. Il museo è aperto, ma i problemi di tenuta e sicurezza sono sia interni che esterni: dentro ci piove e dalla facciata in passato sono caduti pezzi di cornicione. Per tanti anni l’immobile non è stato sistemato. E ora «il restauro del Museo delle Sinopie deve assolutamente partire perché siamo in una continua situazione di pericolo», ha detto non più tardi sabato scorso il presidente della Primaziale, Pierfrancesco Pacini. Dall’Opera insistono: «Noi e l’ospedale siamo responsabili. Si rischia che qualcuno, tra bancarellai e passanti, possa farsi del male».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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