Il Tirreno

Pisa

Serchio, passa la piena ma l’allarme non si spegne

di Daniele Benvenuti

Sempre in vigore il piano di evacuazione per le frazioni di Colognole e Patrignone Ancora senza esito le ricerche del pensionato scomparso vicino al torrente Ozzeri

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PISA. Ancora una giornata di allerta meteo per il Serchio e di preoccupazione per le frazioni di Colognole e Patrignone, a poco più di una settimana dal crollo degli argini dell’Ozzeri. Le precipitazioni di ieri hanno portato intorno alle 18 un’ondata di piena del Serchio fra i 650 ed i 1000 metri cubi al secondo. Il fenomeno è stato costantemente monitorato dal centro operativo attivo nella sede comunale di San Giuliano.

Tutto questo mentre sono proseguite ad opera del personale del Consorzio dell’Auser Bientina e della Provincia di Pisa le operazioni di prevenzione e verifica sull’alveo e sugli argini dei corsi fluviali. Non si sono ovviamente fermate le ricerche di Francesco Gabbriellini, il pensionato che non ha fatto più ritorno a casa in concomitanza con gli eventi critici, e che risulta ancora scomparso. «Le ricerche continuano – spiega il sindaco Panattoni -. Sono stati battuti a terra oltre cento ettari di terreno, l’elicottero del Corpo Forestale ha sorvolato più volte il fiume fino al mare ed i vigili del fuoco hanno operato sia con mezzi d’acqua che con i sommozzatori. Ad oggi, purtroppo, le ricerche hanno dato esito negativo. Ma saranno utilizzate tutte le risorse a disposizione per continuare a cercare il signor Gabbriellini».

Sul fronte dei lavori, ci vorranno ancora due settimane per la definitiva messa in sicurezza dell’Ozzeri con la ricostruzione delle porte vinciane. Ancora il sindaco di San Giuliano. «Finché non saranno terminati questi lavori ed in caso di una piena di particolare rilevanza, c’è ancora pericolo di nuove esondazioni. Ed a quanto ci hanno riferito i tecnici sia del Consorzio che della Provincia non è possibile scongiurare il problema fino alla fine dei lavori programmati».

Da qui il monitoraggio della situazione e la predisposizione di un piano di evacuazione. «Il Comune ha esclusivamente compiti di protezione civile – aggiunge Panattoni -. A questo riguardo abbiamo approntato un potenziale piano di evacuazione delle frazioni di Colognole e Patrignone che ci auguriamo di non porre in atto e che resterà vigente finché i lavori non saranno ultimati. Di questo abbiamo già informato tutti i cittadini delle due frazioni».

Rimane poi da capire cosa possa aver causato il crollo degli argini. La conclusione del sindaco: «Pur non avendo competenze dirette su ciò che è successo è nostra intenzione approfondire quanto prima le cause che hanno comportato questi danni chiedendo collaborazione a chi di competenza. Così come valuteremo e chiederemo il ripristino degli eventuali danni causati dalla circolazione dei mezzi che stanno impegnando viabilità inadeguate a sopportare un traffico dei mezzi pesanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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