Il dolore
Il vetro più lungo del mondo è pisano
Il professor Froli presenta una trave da fantascienza leggera e resistentissima per l’architettura moderna
PISA. Si chiama Tvt Gamma (Trave Vitrea Tensegrity), è lunga 12 metri ed è la trave in vetro più lunga del mondo, almeno tra quelle utilizzabili in ambito commerciale. Il prototipo è stato presentato ieri nell'Aula magna della Facoltà di Ingegneria ed è il risultato un percorso decennale di ricerca teorica e sperimentale condotto al dipartimento dell'Energia, dei Sistemi, del Territorio, delle Costruzioni dell'Università di Pisa dal professor Maurizio Froli e dai suoi collaboratori. Un percorso che va verso il raggiungimento di una sempre maggiore smaterializzazione delle strutture portanti nell'architettura.
«Gli architetti da sempre rincorrono il sogno dell'evanescenza dell'architettura - spiega Froli - e in epoca contemporanea questo sogno si è trasformato in una vera e propria tendenza. L'obiettivo è quello di ridefinire l'idea di una netta separazione tra spazi interni ed esterni per andare verso la completa smaterializzazione e trasparenza degli edifici: una tendenza in cui il vetro diventa il naturale protagonista».
Le travi, brevettate dal professor Froli per l'Università di Pisa, non rispondono però solo a questioni di natura estetica, ma offrono anche altri importanti vantaggi soprattutto dal punto di vista della resistenza e dell'ecosostenibilità.
«Rispetto alle travi tradizionali - prosegue il docente - quelle in vetro hanno un più alto grado di sicurezza statica e sono più duttili: queste caratteristiche le rendono più resistenti a certi tipi di sollecitazioni, ad esempio nel caso dei terremoti. Se consideriamo invece la sostenibilità ambientale il vetro, a differenza del cemento, è un materiale completamente riciclabile cosi una volta smontate le tavole queste possono essere riutilizzate in altro modo. Ci sono poi vantaggi anche da un punto di vista energetico: inserendo delle celle fotovoltaiche tra una lastra e l'altra è infatti possibile catturare la luce del sole e trasformarla in energia elettrica».
Difficile in ogni caso prevedere quale possa essere il riscontro da un punto di vista commerciale dell'invenzione dell'equipe pisana: «Il mercato è quello che è , in un momento di crisi economica come quello attuale. E' invece più facile pensare a paesi come Kuwait o Qatar che ancora investono su questo tipo di architettura».
Pannelli simili saranno comunque utilizzati anche dal Comune sul cantiere Piuss degli ex Macelli - dove verranno installate nella nuova ludoteca scientifica, travi, parapetti e solai completamente in vetro - e nelle sedi di Impresa.
Tommaso Fabiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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