Il dolore
Poste a Ripafratta addio Il sindaco: non mi arrendo
Panattoni parteciperà a un tavolo insieme agli altri Comuni penalizzati «Atto unilaterale inaccettabile, vogliamo almeno dei servizi sostitutivi»
SANGIULIANOTERME. Martedì prossimo chiuderà l’ufficio postale di Ripafratta. La comunicazione ufficiale è arrivata sul tavolo del sindaco di San Giuliano Terme Paolo Panattoni.
«Non possiamo che essere assolutamente contrari alla chiusura dell’ufficio - dice il sindaco. - Lo abbiamo detto in ogni contesto e lo ribadiamo a maggior ragione con fermezza ora. Credo sia un palese errore di sottovalutazione da parte di Poste Italiane privare una frazione di un servizio essenziale per i cittadini e soprattutto penalizzare le fasce più deboli della popolazione».
La decisione pare ad oggi irrevocabile e Poste Italiane è decisa a porre in atto il piano di ridimensionamento recentemente modificato. Il Comune aveva partecipato attivamente nei mesi scorsi alle proteste contro la ventilata chiusura di numerosi uffici della provincia fra cui quello di Ripafratta facendosi carico, insieme ad altri primi cittadini, di portare la questione sul tavolo del prefetto. Continua Panattoni: «Lunedì parteciperemo ad un tavolo organizzato dal presidente della Regione alla pari di altri numerosi Comuni toscani vittime di queste chiusure. Il nostro comune chiederà l’attivazione di servizi sostitutivi da erogare direttamente nella frazione per sopperire alla mancanza di uno dei punti di riferimento della collettività. Ed in più chiederemo che sia garantito un collegamento operativo con l’ufficio di Molina di Quosa per i servizi essenziali prevedendo un’attenzione particolare per i servizi tagliati agli abitanti di Ripafratta. I sindaci della nostra provincia che subiranno questi tagli sono determinati a sottoscrivere un documento di protesta da indirizzare al prefetto di Pisa ed al presidente della regione Toscana per sottolineare la loro contrarietà a subire questo atto unilaterale senza che Poste Italiane abbia mai accettato un tavolo di confronto più volte richiesto dai sindaci rispetto alle decisioni da assumere».
Sulla questione interviene anche la consigliera comunale del Lungomonte Cristina Bellagamba: «Si stavano raccogliendo le firme dei cittadini per attestare la contrarietà a questa chiusura. Sembrava che le forti proteste dei mesi scorsi avessero fatto cambiare idea a Poste Italiane. Invece viene portata avanti questa decisione ingiusta e lontana dai bisogni dei cittadini. E’ inaudito che un servizio pubblico anteponga le questioni di economicità a quelle della fruibilità dei servizi da parte di una comunità».
Beatrice Ghelardi
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