Sicurezza
Nuovo asilo nido per Calci lavori in corso alla Gabella
Il sindaco Possenti: accoglierà anche i bambini che ora sono a Montemagno Rinnovata la convenzione con l’Università per il complesso della Certosa
CALCI. La scuola è uno dei problemi prioritari affrontati dalla giunta guidata dal sindaco Bruno Possenti. Il primo cittadino, nel corso di un incontro con i cittadini e la stampa, ha fatto il punto della situazione. «I nostri operai stanno lavorando al nuovo asilo nido, che ha sede alla Gabella. Ospiterà i bambini che attualmente sono nella struttura di Montemagno ed altri che arriveranno. Nell’ex circolo del borgo montano ci proponiamo di far posto ad alunni della primaria e della secondaria. Teniamo conto che nascono più bambini e c’è necessità di rispondere alla domanda crescente». La notizia ufficiale è che non tornerà a Montemagno il circolo ora alla Corte, sul quale grava lo sfratto dopo una lunga vertenza in tribunale. Il provvedimento giudiziario scatterà improrogabilmente a marzo.
Altro tema trattato da Possenti è la Certosa. Risulta valida la soluzione adottata nell’area esterna del complesso monumentale, mentre si impone mettere in sicurezza i tesori artistici custoditi nel famoso monastero dove le infiltrazioni di acqua e umidità stanno minando anche i preziosi affreschi. Perfino la presidenza della Repubblica è stata investita del problema. Intanto è stata rinnovata la convenzione con l’Università al fine di assicurare un efficiente servizio di portineria e biglietteria; di sicuro prestigio il nuovo ingresso con bookshop.
E ancora il sindaco ha parlato delle politiche giovanili, ricordando la festa al parco delle Fonderie, cui è seguito il concorso di idee capace di rendere concreta la proposta di un campetto di pallavolo. In ambito culturale numerosi gli eventi, a cominciare dall’apertura della biblioteca tutti i giorni, dal lunedì al sabato mattina.
Un’attenzione particolare è stata poi riservata alla legalità: riunione conviviale per raccogliere fondi, pedalata e prossimo viaggio in aereo in Sicilia per andare a Naro, in provincia di Agrigento, a dimostrare vicinanza alla cooperativa “Le Terre di Rosario Levatino” che gestisce i beni strappati alla mafia (saranno consegnati 15mila euro). Tra i fiori all’occhiello il funzionamento degli organi istituzionali e la trasparenza.
Da rimarcare, come ha sottolineato il sindaco, lo sforzo dei tecnici del personale comunale, pure ridotto all’osso come organico: appena 35 dipendenti su una popolazione di circa 6.500 abitanti.
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