Il Tirreno

Pisa

«Non so come avrei fatto senza questa casa»

Storie di mamme che hanno chiesto e ottenuto aiuto: tutto parte nel 2000, dal coraggio di una di loro

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PISA. Nella Casa alloggio di piazzale degli Spedalinghi è possibile incontrare tante donne che raccontano la loro storia, ma la più bella forse è proprio quella di Cristina Galavotti, diventata madre quattordici anni fa proprio a Pisa, di un bambino pretermine, e che con altre neomamme ha passato intere giornate in strada o in macchina ad attendere di potersi far tirare il latte ogni tre ore o di vedere il piccolo in una lontana incubatrice da dietro un vetro. È nata da questo gruppo di giovani madri l’idea di fondare la Casa, chiamata l’Isola che c’è, chiedendo aiuto all’ospedale. Il progetto è andato in porto due anni dopo la nascita del bambino di Cristina, Tommaso: nel 2002 «L’Isola» è stata una realtà che in dieci anni ha dato conforto a migliaia di mamme in ansia per i loro piccoli. Oggi Cristina, fiorentina di nascita e livornese d’adozione, referente del master in criminologia della facoltà di scienze politiche dell’università, continua a difendere la sua creatura con passione. Per la casa sono scesi in campo anche due consiglieri regionali, Ivan Ferrucci (Pd) e Gianluca Lazzeri (Più Toscana). «Sprechiamo meno», dice Lazzeri. «I soldi per la casa alloggio si troveranno - dice Ferrucci - e l’ospedale non la chiuderà mai tanto che pochi giorni fa ha assegnato all’“Isola” una stanza in più».

«La stanza - replica Cristina - che sarà destinata a camera matrimoniale per coppie, era stata chiesta un anno fa. Vogliamo però sapere dalla Regione cosa succede ora e con quali fondi e se andremo avanti».

«Sono di Livorno - dice Marina Lugli, 32 anni, che il 24 novembre ha dato alla luce, a 34 settimane, Anna, due chili di peso - ma se non ci fosse stata questa casa non avrei mai fatto su e giù, sarei dovuta andare in albergo». Lisa Rossi è raggiante. Ha 36 anni e viene da Sassetta: il 2 novembre, a 30 settimane di gestazione, è diventata mamma di due gemelli, Gemma e Gerardo, un chilo e un chilo e mezzo appena. «Questo posto è fondamentale per noi, non posso credere che si voglia risparmiare su questo». Alessandra Pozderka Ravani è rumena, ha 26 anni e viene da Torre del Lago. Il 7 novembre, alla 29ª settimana, è nato Alexio. «Il bimbo è ancora in terapia intensiva, ma ora sta meglio - spiega - non so come avrei fatto senza queste persone e l’Isola». L’ospitalità è volutamente gratuita per tutte e le donazioni delle ospiti vengono reinvestite nell’aiuto alle mamme più bisognose, i cui bimbi sono seguiti anche da grandi. Recentemente sono servite a pagare la fisioterapia a un bimbo di 9 anni.(c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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