Il Tirreno

Pisa

Lo stadio a Ospedaletto case al posto dell’Arena

di Francesco Loi
Lo stadio a Ospedaletto case al posto dell’Arena

Il progetto, coordinato dall’architetto Zavanella, pronto a metà del 2013 firmato un protocollo d’intesa tra Comune, Ac Pisa 1909 e la Geosport

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PISA. Nuovo stadio ad Ospedaletto e case al posto della vecchia e storica Arena Garibaldi. Uno “scambio” necessario a tenere in piedi, sotto il profilo finanziario, l’operazione. L’idea non è recente, visto che se ne parla dal 2001. Ma ora trova ulteriore slancio e chissà che non possa essere la volta buona, anche se la situazione economica globale non induce all’ottimismo. Certo che la firma sulla nuova iniziativa dell’architetto Gino Zavanella, il progettista dello Juventus Stadium, massimo esempio di struttura moderna per il calcio e non solo, getta sotto una luce diversa l’intera vicenda. Anche perché, secondo le prime indiscrezioni, allo stesso Zavanella non mancherebbero i contatti giusti per trovare il costruttore (o il gruppo) capace di vincere «questa scommessa, molto stimolante», come l’ha definita l’architetto; e forse qualcosa si è già mosso.

Firmato l’accordo. La circostanza che riporta in auge il progetto, già inserito nelle previsioni urbanistiche, è il nuovo corso di aggiornamento professionale per geometri. La Geosport (l’associazione sportiva dei geometri d’Italia) ha puntato proprio su Pisa come sede per lanciarlo. Partenza a gennaio, poi appuntamenti su tutto il territorio nazionale con oltre seicento partecipanti. Poi, dopo sei mesi di lavoro e confronti, si tireranno le somme: quindi entro la metà del 2013 Pisa avrà a disposizione un progetto completo per la realizzazione del nuovo stadio nell’area di Ospedaletto individuata anche dal piano regolatore dello sport approvato in consiglio comunale nel maggio 2009. Tutto questo è stato fissato in un protocollo d’intesa tra Geosport, Comune di Pisa e Ac Pisa 1909, presentato ieri a Palazzo Gambacorti: c’erano, tra gli altri, con il sindaco Marco Filippeschi e l’architetto Zavanella, il presidente di Geosport Gian Luca Musso, i vertici pisani del collegio dei geometri, Carla Battini (figlia del presidente dell’Ac Pisa, Carlo) e il direttore generale del club calcistico Fabrizio Lucchesi. A farsi carico della progettazione, come precisa il documento, saranno i corsisti insieme a Zavanella e ai suoi collaboratori: il progetto, articolato e dettagliato, sarà messo a disposizione del Comune e del Pisa.

Ospedaletto e Arena. Riparte così il percorso per il nuovo stadio. L’area di Ospedaletto inserita nelle previsioni urbanistiche (56 ettari) è tra la zona Expo e l’inceneritore, chiusa dagli altri lati dalla via Emilia e dalla ferrovia. Oltre allo stadio vi potranno trovare posto anche altre strutture: impianti sportivi, un quartiere fieristico e un mercato ortofrutticolo. I terreni sono privati e, in parte, della Regione. Quattro anni fa un progetto già dettagliato era stato presentato da una cordata di imprese guidata dal gruppo Rota, in partnership con Cooper 2000 e Cms. Si era parlato di uno stadio da 21mila posti, per un investimento intorno ai 45 milioni di euro. Ma poi l’iniziativa non è andata avanti. Uno dei presupposti, allora come oggi, è dare la possibilità al soggetto imprenditoriale interessato a costruire lo stadio di mettere le mani sul recupero degli spazi a Porta a Lucca dell’Arena, per i quali ci sono già gli strumenti urbanistici: in pratica si potrà rimpiazzare la vecchia Arena (circa 35mila mq) con palazzi e aree a verde, secondo caratteristiche, specificano in Comune, che si integrano con il quartiere.

Non solo calcio. E’ dunque una strada tracciata, e non da ora, ma che deve essere concretizzata. «Riprende visibilità un progetto degno di avere un futuro e trovare investitori. Pisa, diversamente da altre città, si è già dotata da anni di uno strumento urbanistico», dice Filippeschi. L’architetto Zavanella ribadisce il concetto alla base già delle sue progettazioni, a cominciare dallo Juventus Stadium: «Oggi fare uno stadio solo per il calcio è anacronistico. La struttura deve ospitare servizi da restituire alla città, in modo da essere vissuta sette giorni su sette e non soltanto in occasione delle partite. E questi servizi devono essere basati sulle esigenze territoriali: sono contrario ad un modello precostituito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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