Sicurezza
Bancarelle, il prefetto dice sì al trasloco
Sopralluogo in via Pietrasantina. Tagliente: «Dobbiamo far vedere agli operatori cosa è stato fatto»
PISA. «Non arriveremo mai con la forza pubblica a sorpresa, alla vigilia di una festa: rispettiamo chi ha bisogno di lavorare. Ma chi lavora deve aver chiaro che c’è una soglia oltre la quale non è possibile andare».
Il prefetto Francesco Tagliente suona la fine della ricreazione per i bancarellai di piazza dei Miracoli, durante un sopralluogo svolto ieri con il sindaco Marco Filippeschi nel parcheggio scambiatore di via Pietrasantina, dove il Comune intende spostare provvisoriamente gli operatori. Ma questi ultimi non se ne vogliono andare dalla zona del Duomo. «Se gli esercenti si siedono e prendono cognizione di quello che è stato fatto, penso che tutte queste resistenze possano essere superate», ha proseguito il prefetto. Tanto più ora che c’è la «consapevolezza che piazza dei Miracoli non può continuare a essere occupata: lo dicono tutti gli attori», in primis il ministero dei Beni culturali.
Parole pacate quelle di Tagliente: «Sono convinto che lo spostamento debba passare attraverso il dialogo e la comprensione». Ma fermissime: «Il Paese ha bisogno di rispettare le leggi e noi siamo qui per questo. Mi auguro che non sia necessario ricorrere a poliziotti e carabinieri. L’inchiostro – cioè il diritto e l’ordinamento – ha più efficacia». Con una considerazione finale che non lascia dubbi su chi abbia la responsabilità dello stallo: «Il fatto che gli esercenti non si siano mai seduti per valutare questo o altri progetti, la dice tutta. Hanno mai visto questa cartina e detto “non mi piace”?».
Il prefetto si rivolge al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli. Prima ancora di visionare la mappa, Tagliente aveva percorso con loro (e c’erano anche il comandante della polizia municipale Massimo Bortoluzzi e l’amministratore unico di Pisamo Sergio Cortopassi) tutto il viale del terminal turistico che è stato predisposto per i bancarellai: un percorso obbligato, perché chiuso da siepi e alberi, attraverso cui passano tra i 2,5 e i 3 milioni di visitatori l’anno e rivestito con il cosiddetto calcestruzzo architettonico che ha il doppio vantaggio essere più bello del precedente ghiaino e di rendere più facile il transito ai disabili.
Il prefetto, durante la “passeggiata”, per quattro volte ha commentato: «Bisogna portarli qui e far loro capire». Oppure: «Forse non hanno visto, né immaginato». Si riferisce agli operatori, quasi sessanta, che si rifiutano di lasciare la zona monumentale. Mentre per due volte si è informato sulle condizioni ambientali che ci saranno in estate: «Cresce il verde? Ci sarà ombra?». Ed è stato rassicurato dai tecnici comunali.
Filippeschi ha ringraziato Tagliente e ha preso l’impegno di «tempi brevi» insieme a Regione e Azienda ospedaliera, qualora la soluzione a regime per le bancarelle fosse un’area dell’ospedale Santa Chiara.
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