Il Tirreno

Pisa

lettere anonime

«Sono offese ignobili e vigliacche»

Le cugine pisane difendono la memoria di Roberta Ragusa

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PISA. La notizia degli ultimi depistaggi ha creato molto allarme sul caso di Roberta Ragusa. Ieri sia Rai Due che Canale 5 hanno citato il nostro giornale riportando l’accanirsi di sciacalli o depistatori, con telefonate o lettere anonime, che cercano di infangare la vittima di questo giallo ancora senza soluzione. Come abbiano riportato nell’edizione di ieri, un uomo ha telefonato giovedì pomeriggio alla redazione di Pontedera parlando di una doppia vita della donna e di una amante. Ma le sue parole, come quelle di altri anonimi e di diverse lettere, son o ritenute depistaggi.

«Siamo indignate - hanno detto ieri le cugine pisane di Roberta Ragusa, Giovanna e Sonia Alpini - dal fatto che qualcuno cerchi di infangare la memoria di una donna dalla condotta irreprensibile e che soprattutto non può più difendersi. Ma ci siamo qui a noi a difendere la sua immagine. Chi parla solo ora e in maniera strumentale della possibile doppia vita di nostra cugina non la conosceva. È un gesto da persone vigliacche e riprovevoli».

Roberta Ragusa, titolare di un’autoscuola a Gello di san Giuliano, è scomparsa nel nulla nella notte fra il 13 e il 14 gennaio scorsi. È sparita da casa sua e l’unico indagato in questa storia è il marito Antonio Logli, 49 anni, accussato di omicidio volontario. Su di lui pesano molte bugie e una relazione portata avanti per ben dieci anni con Sara calzolaio, 29 anni, baby sitter di casa e segretaria dell’autoscuola, che oggi vive con lui ed i figli di Roberta nella casa da cui lei è sparita in quella gelida notte. (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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