Il Tirreno

Pisa

La norma anti-Ryanair preceduta dall’Enac

Un regolamento dell’aviazione civile stabiliva già i contenuti dell’articolo inserito nel decreto Sviluppo

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Prima ancora dell'articolo 38 del decreto Sviluppo (bollato come anti-Ryanair), era stata l'Enac (Ente nazionale aeronautica civile) con un proprio regolamento a fornire indicazioni precise da inserire nelle clausole contrattuali delle compagnie aeree straniere recependo, in questo modo, la normativa europea.

Sotto questa luce, il decreto Sviluppo non fa che ribadire ciò che era già scritto. È un elemento di non poco conto per capire se l'articolo 38 abbia una valenza innovativa o interpretativa. Una differenza su cui si gioca una partita - a livello nazionale - di diversi milioni di euro da pagare o non pagare per la compagnia irlandese Ryanair.

Nel comma 1 dell'articolo 38 si legge che "si applica a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012". In base a quanto scritto, l'articolo sarebbe innovativo e soltanto dal prossimo anno Ryanair sarebbe tenuta a pagare i contributi dei propri dipendenti allo Stato italiano e non a quello irlandese come ha fatto fino ad ora scatenando verifiche da parte delle varie direzioni territoriali del lavoro in cui si trovano le sue basi operative.

In base all'articolo 38, tutte le sanzioni pendenti nei confronti di Ryanair decadrebbero in qualità del suo elemento innovativo (la data di decorrenza). Tuttavia, siamo in presenza di un decreto che alle spalle ha un "Regolamento Enac sui limiti dei tempi di volo e di servizio e requisiti di riposo per il personale navigante".

Nell’articolo 2 la "base di servizio" viene definita come località designata dalla compagnia e “notificata all'autorità in cui ogni membro di equipaggio inizia e conclude un periodo di servizio di volo o una serie di periodi di servizi di volo e dove l'operatore (la compagnia aerea, ndr) normalmente non è responsabile per l'alloggio del membro di equipaggio interessato”. Ricordiamo che Ryanair chiede ai suoi dipendenti di avere la residenza ad un’ora di auto dalla base. E nell’articolo 3, il regolamento sancisce gli obblighi alla compagnia di stabilire e comunicare a ciascun membro d’equipaggio la base di servizio.

Inoltre, in materia di aviazione civile operano, a livello comunitario, le Joint Aviation Authorities ( JAA), alle quali aderiscono tutti gli Stati membri. Queste autorità hanno definito accordi per cooperare allo sviluppo e all'applicazione di regole comuni in tutti i settori poi sfociate nelle Joint Aviation Requirements (Jar).

Pertanto, Ryanair, essendo una compagnia che ha la sua sede nella Repubblica d’Irlanda che fa parte dell’Unione Europea, è tenuta al rispetto di queste regole comuni e di conseguenza soggetta anche al regolamento dell’Enac.

Tutto questo è stato, di fatto, recepito nell’articolo 38 del decreto Sviluppo. Ma va sciolto il nodo se si tratta di una norma innovativa o interpretativa in quanto su questa linea di demarcazione si gioca una partita di svariati milioni. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa