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Pisa

I presidi: ragazzi usati per fare confusione

I presidi: ragazzi usati per fare confusione

Per il professor Caruso bisogna distinguere i cortei degli studenti da quelli di altri gruppi

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PISA. «Gli studenti sono strumentalizzati e usati per far confusione». Salvatore Caruso, dirigente scolastico dell'Ipssar “G. Matteotti”, condivide le preoccupazioni espresse dal questore di Pisa Gianfranco Bernabei sulle ultime manifestazioni di piazza che hanno visto la partecipazione di un gran numero di studenti medi, secondo il questore «sapientemente guidati da cattivi maestri».

«Si organizzano manifestazioni usando anche gli studenti – dice Caruso -. Bisognerebbe però distinguere i cortei degli studenti da quelli organizzati da altri gruppi o dalle manifestazioni del mondo del lavoro perché alla fine si rischia di generalizzare e far cadere tutte le responsabilità sugli studenti».

Sulla crescente tensione che ha caratterizzato le ultime manifestazioni in città, si leva un coro unanime di condanna da parte dei dirigenti scolastici degli istituti superiori pisani, in particolare per quanto accaduto giovedì scorso, quando, durante l'ultimo corteo studentesco che ha visto la partecipazione di circa 300 tra studenti, precari, disoccupati, militanti del movimento “Occupy Pisa” e una delegazione delle lavoratrici Sodexo, sono rimasti feriti sei agenti e un carabiniere in seguito all'abbattimento del cancello in metallo di accesso al palazzo del provveditorato.

I dirigenti degli istituti superiori condividono anche l'appello lanciato dal dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Maria Alfano che ha invitato famiglie e scuole a «stimolare negli studenti una coscienza civile e l'importanza della non violenza e della legalità».

«Dobbiamo essere tutti impegnati a far prevalere la legalità – dice Andrea Simonetti, preside del liceo scientifico “Dini” -. Le forme democratiche devono sempre seguire i canali legali e di rispetto degli altri».

«È essenziale il rispetto della legalità - conclude Marco Salardi, preside dell'istituto “Santoni” - perché altrimenti si è in preda a minoranze violente o comunque non rispettose dei diritti degli altri».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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