La protesta
Alla guida degli industriali incoronato Federighi
Il patron di Farmigea è stato eletto con 5.132 sì, 120 no e 381 schede bianche Vicepresidenti il conciatore Alessandro Francioni e il manager Alberto Marinai
PISA. Federigo Federighi è il nuovo presidente dell’Unione Industriale Pisana. È stato eletto ieri sera con 5.132 sì, 120 no e 381 schede bianche. I suoi vicepresidenti saranno Alberto Marinai, amministratore delegato di Continental Automotive Italia (6.087 sì e 75 no) e Alessandro Francioni, imprenditore conciario (5.310 sì e 75 no). Come anticipato dal “Tirreno” la settimana scorsa, è questa la nuova squadra che succede alla gestione di Pierfrancesco Pacini.
Federighi, patron della società farmaceutica Farmigea, tra i primi atti in programma, intende «incontrare i futuri candidati alle elezioni per illustrare le esigenze del territorio: un’accelerazione dovuta alla crisi di governo». E anche dai suoi vice c’è totale apertura al confronto: «Ci aspettiamo che i candidati siano interessati a parlare», chiosa Marinai. Una disponibilità che non sarà condizionata dai programmi e dagli sviluppi che Montezemolo o Marcegaglia, entrambi ex presidenti di Confindustria, vorranno dare all’agenda politica: la linea nazionale è «condivisa da tutte le Unioni locali, ma ciascuna ha le sue caratteristiche e noi andremo a mettere in evidenza le peculiarità del territorio», spiega il neo presidente pisano.
In un primo momento si era vociferato che anche Francioni fosse intenzionato a correre per la poltrona di numero uno; è lo stesso interessato a spiegare com’è andata: «Non ho mai fatto campagna elettorale e non puntavamo sul mio nome, ma la mia sarebbe stata una candidatura espressione del settore». Poi Francioni si è ritirato, «non c’erano le condizioni», e le imprese del conciario hanno deciso di convergere su Federighi: «Crediamo nell’alternanza».
Nella piattaforma programmatica presentata da Federighi il 3 dicembre alla giunta, un punto ha colpito in modo particolare: porre un argine all’avanzata delle cooperative. Ieri sera il presidente eletto ha voluto chiarire i dettagli: «Si parla di chilometri zero per l’alimentazione; sarebbe bello che le risorse del territorio rimanessero nel territorio, mentre troppo spesso quando si fanno i bandi non se ne tiene conto». Solo una constatazione, la sua. Tanto che aggiunge: «Chiaramente i bandi devono essere scritti nel rispetto delle leggi».
Ma il punto dolente sulle cooperative è un altro: «Fanno offerte incredibili al ribasso e se lo possono permettere perché assumono personale non qualificato, con risultati che si vedono. Quando poi noi siamo chiamati a porre rimedio, andiamo a fattura, non a gara». Insomma, la spesa per il contribuente sale, fa notare il presidente.
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