Il Tirreno

Pisa

Pisa come capoluogo della costa toscana

di Francesco Loi
Pisa come capoluogo della costa toscana

Il sindaco Filippeschi: l’area vasta da Massa a Livorno è la soluzione più logica per fare da contrappeso a Firenze

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. La (quasi) certezza è che Pisa resterà capoluogo di provincia. In tutti i casi. Sia con l’unione Pisa-Livorno, sia con un’aggregazione a quattro (Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara). E, a maggior ragione, se il riordino delle province italiane dovesse in extremis saltare. Oggi sul tema riprende il gran ballo. La commissione affari costituzionali del Senato è convocata stasera alle 20 per riprendere la discussione e votare domani il maxi-emendamento che comprende anche la questione del capoluogo. Secondo l’emendamento proposto (sul quale sono d’accordo Pd e Pdl), capoluogo sarebbe designata la città già capoluogo della provincia con il maggior numero di residenti e non il comune più popoloso come previsto finora: dunque, Pisa e non Livorno. In aula il testo dovrebbe arrivare mercoledì. Ma su tutto pesano le tensioni politiche nazionali. Con l’accelerazione impressa alla crisi, alcune riforme ipotizzate dal governo sono a rischio: tra queste anche il decreto per l’accorpamento delle province. Il Pdl ha già sollevato l’eccezione di costituzionalità e questo potrebbe bloccare tutto. Il sen. Saltamartini ha chiesto ieri al governo di dimostrare i risparmi della riforma, rinviando proprio a mercoledì ogni decisione del suo partito.

Tentativi contro. Sono quindi ore decisive. I tentativi per non far saltare tutto sono diversi. Ieri, non a caso, ha iniziato a circolare uno studio del governo sulle conseguenze che una mancata conversione del decreto sulle province potrebbe determinare. Per l’esecutivo si scatenerebbe un caos istituzionale, sarebbe a rischio la manutenzione di scuole superiori e strade, le gestione dei rifiuti e la tutela ambientale. «Da irresponsabili affossare la riforma», dice il sindaco Marco Filippeschi che, come presidente di Legautonomie, spinge a sua volta per una puntuale conclusione del percorso. «E’ l’unica riforma istituzionale della legislatura fortemente voluta dai cittadini - si legge in una nota -. La riproposizione dell’eccezione di costituzionalità da parte del Pdl non si spiegherebbe, dal momento che si è lavorato fino a ieri a migliorare i contenuti del decreto, con il contributo delle autonomie locali. La situazione diventerebbe davvero caotica e ingovernabile. Facciamo appello a tutti i gruppi del Senato e al governo perché si arrivi all’approvazione».

Pisa come Firenze. D’altra parte, per come si è girata la situazione, Pisa ora è in una posizione interessante. I nuovi criteri per il capoluogo, pur in via transitoria, farebbero prevalere la città della Torre su ogni altra soluzione. La popolazione provinciale pisana (411mia abitanti) è superiore a quella livornese (343mila), ma anche a quella lucchese (393mila) e di Massa Carrara (203mila). Gli emendamenti proposti da Bianco (Pd) e Saltamartini indicano solo l’ipotesi dell’accorpamento tra Pisa e Livorno. Ma stasera dovrebbe spuntare un sub-emendamento con proposta di conferma dell’aggregazione a quattro, dunque la maxi-provincia costiera. E’ anche l’auspicio di Filippeschi, che nella nota di Legautonomie aggiunge: «Per la Toscana mi auguro che alla fine sia mantenuto l’impianto proposto dal governo e preferito dalla Regione, voluto anche da sindacati, associazioni d’impresa e ambientaliste, che valorizza le aree vaste. La richiesta chiarissima fatta dai sindaci di Massa, Carrara, Pisa e Livorno rispecchia quello che pensa una larghissima maggioranza dei cittadini. E’ una scelta coerente con gli sforzi per innovare la programmazione fatti negli ultimi anni e che dà equilibrio alla regione perché è speculare a quella per la città metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia. Le funzioni assegnate alle nuove province si attagliano molto bene alla dimensione delle aree vaste». Lo stesso sindaco, su Facebook, illustra le speranze pisane parlando di area vasta costiera come soluzione più «logica per fare da contrappeso a Firenze e alla Toscana centrale. Se l’emendamento sarà approvato, il Parlamento avrà fatto la scelta giusta: giusta per noi, ma soprattutto giusta perché è giusta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web