Il dolore
Task force di chirurghi da un ospedale all’altro
Si sposteranno al momento della richiesta per interventi di media difficoltà A Cisanello (dove saranno tolti 200 posti letto) garantita l’alta specializzazione
PISA. La primavera prossima la sanità toscana cambierà volto e di conseguenza anche quella pisana. Oltre alla programmata riduzione dei posti letto, ci saranno importanti novità come le équipe chirurgiche migranti, mentre i cittadini che si devono sottoporre a interventi di bassa e media difficoltà lo dovranno fare negli ospedali di appartenenza della loro Asl.Ma, andiamo con ordine.
Cisanello, 200 posti letto in meno. Complessivamente in Toscana saranno duemila i posti letto che dovranno essere tagliati a causa della stretta sui fondi destinati alla sanità. Intorno ai 1.100 saranno i posti letto che prima erano considerati come Day Hospital, ma questa formula sarà rivista in modo tale che sarà eliminata l’accettazione anche di un solo giorno e, di conseguenza, il ricovero. Gli altri 900 posti letto da tagliare sono quelli delle corsie: operazione ben più complessa. Per l’Area Vasta pisana (che include Pisa, Lucca, Viareggio, Massa e Livorno) il taglio dei posti letto sarà superiore a 300 di cui 200 solo a Pisa.
La riduzione s'inserisce in un piano che sarà discusso fra i vari direttori delle aziende ospedaliere dietro le indicazioni della Regione Toscana. Indicazioni secondo cui Cisanello è un ospedale di terzo livello e ciò significa che a Pisa saranno eseguiti interventi di alta specializzazione. Quest'ultimo elemento sarà certamente il marchio dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana, tuttavia la legge impone che ogni ospedale sia tenuto a garantire le operazioni di base e proprio per questo ogni realtà riceve dei finanziamenti. Per esempio, soltanto per gli intereventi ambulatoriali, l'Aoup riceve dall'Asl pisana 26 milioni di euro (e ben 90 milioni, aggiungiamo, per i ricoveri).
Operazioni semplici nell’area di residenza. Molti sono i pazienti che per un’operazione non complicata vogliono affidarsi all’ospedale dalle migliori credenziali e, di conseguenza, su Pisa ogni anno gravano migliaia di pazienti che giungono al di fuori del territorio pisano. Pazienti che arrivano dal resto della Toscana come dal resto d’Italia. La riorganizzazione prevede che la bassa specialità torni all’Asl di appartenenza in modo che anche gli ospedali periferici siano occupati da pazienti almeno al 50%. Ma come evitare che un livornese o un lucchese non venga a operarsi a Cisanello quando potrebbe sottoporsi, con medesima garanzia, nell’ospedale della sua città? Sarà un “Ufficio di programmazione chirurgica” che dovrà rivolgere il paziente alla sua Asl di appartenenza. In provincia di Pisa, i residenti sono 340mila e l’Asl riceve un finanziamento regionale per ogni residente. Di questi, i cittadini destinati a sottoporsi alle cure di Cisanello e Santa Chiara sono 180mila, tanti quanti sono nell’Area pisana (Pisa, Cascina, San Giuliano, Vecchiano, Calci, Vicopisano).
Èquipe chirurgiche migranti. È una delle novità maggiori del nuovo piano della sanità toscana. Saranno costituite delle squadre di chirurghi in grado di spostarsi da un’ospedale all’altro per interventi di bassa e media difficoltà. In pratica, quando in un certo ospedale ci sarà da eseguire un determinato numero di operazioni dello stesso tipo, l’équipe chirurgica si sposterà: in questo modo si evitano spostamenti dei degenti da un ospedale all’altro facendo occupare posti letto in ospedali che prima lavoravano meno. Una redistribuzione con notevoli risparmi.
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