Il Tirreno

Pisa

Pullman, difficoltà in vista per pagare gli stipendi

di Danilo Renzullo

Allarme della Filt Cgil: la nuova Ctt Nord ha già problemi, smantellato un Cpt i cui utili sono stati usati per sistemare i bilanci in rosso delle altre aziende

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PISA. «La Ctt Nord è una società nata senza fondamenta ed è priva di futuro. In più già si parla di difficoltà a pagare gli stipendi». Sono tante le preoccupazioni della Filt Cgil di Pisa, che ritiene la creazione di questa società una sorta di “scippo” alla città della Torre. «Si è costituita un’azienda con 1.260 dipendenti - accusa Antonio Mazza, segretario provinciale della Filt Cgil - in cui solo la Cpt, tra le aziende che sono entrate nella Ctt, aveva un utile, con 15 milioni di euro in cassa e un valore di circa 53 milioni. Alleandosi con Clap di Lucca e Atl di Livorno, la Cpt si ritrova a pagare il loro debito, che ammonta rispettivamente a 2,5 e 1 milione di euro».

La Filt si scaglia contro l’operazione che ha portato alla nascita della più importante società di trasporto pubblico locale in Toscana (Ctt Nord), nata per concorrere, con buone possibilità di successo, alla gara per l’individuazione del gestore unico del servizio in Toscana. Ma, a poco meno di due mesi dalla costituzione, il sindacato segnala già alcuni problemi, a partire dalla «difficoltà a pagare gli stipendi». Il vicepresidente della Ctt Nord, Mario Silvi (che è anche presidente del Cpt), conferma l’esistenza di alcuni problemi e punta il dito contro il ritardo dei pagamenti degli enti. «Sono fermi ad agosto, abbiamo fatto solleciti. Vediamo se la prossima settimana pagano, ma ancora non è stato deciso niente».

Secondo alcune indiscrezioni, gli enti locali della provincia di Livorno dovrebbero versare circa 6 milioni di euro, quelli della provincia di Lucca altri 4 e ulteriori 2,5 milioni gli enti della provincia di Pisa. «A fronte di questo ritardo - riprende Mazza - a farne le spese sarà il Comune di Pisa, che invece ha sempre regolarmente pagato e che, con le difficoltà che stanno emergendo, rischia di non avere più un servizio adeguato». Secondo il sindacato questi problemi erano ampiamente prevedibili e per questo “l'operazione Ctt” «andava fatta, ma solo dopo».

«Si doveva arrivare alla gara come Ati (associazione temporanea d’impresa) - conclude Mazza - e, in caso di vittoria, trasformarla in azienda unica». Secondo l’assessore al bilancio del Comune di Pisa, Giovanni Viale, quella della fusione delle aziende di trasporto pubblico locale è stata invece un’operazione quasi obbligata visto che «la Regione ha deciso di passare da gare per ambiti provinciali (i cui iter erano già stati avviati) ad un unico ambito regionale dopo i tagli governativi di questi anni al trasporto pubblico locale».

«Le scelte che avevano di fronte i soci pubblici - continua Viale - erano due: uscire dalle società di trasporto pubblico locale oppure rimanere per cercare di governare una difficile fase di transizione senza lasciarla soltanto al privato. La scelta prevalente è stata la seconda e, essendo l’ambito di gara regionale, il pubblico avrebbe potuto svolgere adeguatamente quel ruolo di governo solo se la sua presenza non fosse rimasta frammentata in tante società di livello provinciale. C’è stata un’aggregazione delle società con partecipazione pubblica nel sud della Toscana, con la nascita di Tiemme, e una al Nord, con la Ctt Nord. Pisa è sede di Ctt Nord e degli uffici amministrativi ed i Comuni della provincia di Pisa hanno un ruolo determinante. Il momento è delicato soprattutto per il taglio delle risorse e il ritardo con il quale arrivano i soldi dal livello nazionale e, a cascata, dagli altri enti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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