Gioco
I testimoni: quei banditi erano come una furia della natura
CALCI. Al centro dei commenti generali la rapina alla Cassa di Risparmio di Firenze compiuta da due banditi giovedì in piazza Cairoli. Silvana Bonanni, originaria di Castelmaggiore che vive a...
CALCI. Al centro dei commenti generali la rapina alla Cassa di Risparmio di Firenze compiuta da due banditi giovedì in piazza Cairoli. Silvana Bonanni, originaria di Castelmaggiore che vive a Navacchio, è una delle persone che si trovava nel locale al momento dell’irrruzione.
Racconta: «Stavo completando la riscossione della pensione della mia mamma, molto avanti con gli anni; per delega provvedo io ogni mese ad eseguire l’operazione. Lì per lì non mi sono accorta di niente. Stavo riponendo lo scontrino quando mi ha affiancato uno dei malviventi. Sicuramente era italiano, ma non toscano. La sua inflessione nel linguaggio mi ha fatto pensare che fosse meridionale, una trentina di anni o poco più. Ciò che lo distingueva era il decisionismo, assoluta la padronanza di sé. Aveva fretta, molta fretta».
Conclude Bonanni: «Il momento clou è stato quando uno ha gridato: “Apri!”, dopo che era stato arraffato il denaro nelle casse. Credevo che avesse intimato di aprire la cassaforte. Invece no: ha ordinato che fosse aperta la porta d’ingresso da dove i malviventi erano entrati uno alla volta. Sembravano normali clienti inizialmente».
«Io – interviene Franco Frediani – mi trovavo in auto in sosta sulla piazza. I banditi, come una furia della natura, sono balzati in sella ad un motoscooter color chiaro, con cui probabilmente erano arrivati. Il mezzo era parcheggiato tra due auto. Hanno imboccato via 20 Settembre, in direzione di Caprona, facendo perdere le loro tracce. Volatizzati».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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