Finanza
Studenti in piazza, bloccata la ferrovia
Occupato anche un ex cinema. Sei poliziotti e un carabiniere feriti, scattano le denunce, appello del questore ai genitori
PISA. Il cancello del palazzo dell'ufficio scolastico abbattuto, l'ex cinema Ariston e la stazione occupati, tensioni con le forze dell'ordine e il grido “noi la crisi non la paghiamo” che è riecheggiato in mezza città. Ancora una volta gli studenti medi sono scesi in piazza. Ieri circa trecento hanno sfilato contro le politiche di austerità e «in difesa della scuola pubblica» affiancati da precari, disoccupati, dai militanti del movimento “Occupy Pisa” e da una delegazione delle lavoratrici Sodexo. Dopo il concentramento in piazza Sant’Antonio, la prima “tappa” del corteo è stata, per l'ennesima volta, la sede della Provincia, dove i manifestanti, dopo qualche momento di tensione con le forze dell'ordine schierate davanti l'ingresso chiuso del palazzo, sono riusciti a calare uno striscione dal primo piano con scritto “Siamo studenti, siamo NoTav. Fermarci è impossibile”.
Da piazza Vittorio Emanuele, i manifestanti hanno attraversato un tratto di Corso Italia e si sono diretti alla sede dell'ufficio scolastico provinciale in via Pascoli dove è andato in scena lo stesso copione: le forze dell'ordine da una parte e i manifestanti che tentavano di entrare.
Durante una trattativa per autorizzare una delegazione di studenti a salire negli uffici ed esporre lo striscione, i manifestanti hanno cercato di forzare il blocco delle forze dell’ordine, spingendo il cordone della polizia schierato davanti l'entrata della sede dell'ufficio scolastico. Il cancello in metallo di accesso al palazzo ha ceduto, divelto dalla base dalla pressione dei manifestanti. Ne è scaturito qualche minuto di tensione tra i due schieramenti, durante i quali alcuni agenti (sei poliziotti e un carabiniere) sono rimasti feriti. Le forze dell'ordine sono riuscite a contenere i manifestanti, mentre alcuni studenti sono entrati nella sede dell'ufficio scolastico ed esposto uno striscione per chiedere il blocco della didattica.
«Oggi (ieri per chi legge, nda) è l'ennesima giornata di lotta per ribadire il nostro rifiuto alle politiche di austerità – spiegano i manifestanti –. Il nostro dissenso non si ferma qui perché l'unico mezzo per cambiare è la mobilitazione». Il corteo ha poi attraversato la zona della stazione e si è diretto a San Giusto. Giunti in via Quarantola, i manifestanti sono entrati nella stazione centrale, occupando quattro binari e causando disagi e ritardi alla circolazione dei treni.
Dopo circa mezz'ora i manifestanti hanno lasciato la stazione. Il corteo ha ripreso la marcia e ha raggiunto l'Ariston, l'ex cinema di proprietà del gruppo Cecchi Gori sfitto da anni, dove i manifestanti hanno tagliato un cancello in ferro e occupato lo stabile. L'ex cinema resterà occupato fino a domenica e stasera si terrà un'assemblea «per decidere le prossime forme di lotta per costruire lo sciopero sociale generale». Gli autori delle azioni di ieri mattina saranno denunciati. La questura, in una nota, fa sapere che la «Digos è impegnata nel riesame dell'imponente documentazione fotografica realizzata durante tutte le fasi della manifestazione» per individuare i responsabili.
In serata il questore Gianfranco Bernabei ha lanciato un appello: «Sono molto preoccupato della sempre maggiore aggressività dimostrata in queste ultime manifestazioni di piazza, specie dai più giovani guidati da cattivi maestri. Faccio appello a genitori e insegnanti affinché facciano comprendere ai ragazzi la gravità delle responsabilità penali cui si espongono».
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