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Pisa

Misericordia, lo spreco della maxisede semivuota

Misericordia, lo spreco della maxisede semivuota

Polemiche per un investimento costato carissimo e con pochi ritorni. I conti dell’associazione restano in rosso e si cedono altri servizi

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A più di un anno dall’esplosione del bubbone sembra che per la Misericordia sia cambiato ben poco.

Ne sono convinti soprattutto i dipendenti che non sanno più che pesci prendere. I contratti di solidarietà di fatto non verrebbero applicati perché si arranca sui servizi, mentre si annuncia che non si può più assicurare l’apporto al 118 e si cedono altri servizi, come quelli del trasporto interno all’ospedale. «Una trattativa - denunciano i Cobas - avvenuta in silenzio, senza che nessuno fosse avvisato».

E in tutto questo la faraonica sede del Cep - che è alla base, secondo i più e i bene informati, della crisi epocale dell’arciconfraternita, in cui si parla di debiti milionari, secondo qualcuno otto, secondo altri più di dieci milioni - continua a restare una cattedrale nel deserto: ampi spazi costati importi a sei zeri che restano vuoti ed inutilizzati.

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