Il dolore
Le stanze restano vuote: un inno allo spreco
«Un inno allo spreco»: borbotta un dipendente che non sa darsi pace. Ce l’ha con la sede delle polemiche, un palazzo enorme davvero semivuoto, al Cep, in via...... «Si poteva fare meglio - aggiunge...
«Un inno allo spreco»: borbotta un dipendente che non sa darsi pace. Ce l’ha con la sede delle polemiche, un palazzo enorme davvero semivuoto, al Cep, in via...... «Si poteva fare meglio - aggiunge - con meno pretese e spendendo meno». Il riferimento è alla Pubblica assistenza, più contenuta e, a quel che si vede, con reali profitti.
Ma vediamo come è fatta questa Misericordia. A piano terra, oltre all’ampio parcheggio, ci sono dei posti auto coperti, un punto ristoro, il centralino e il servizio ambulanze. Primo piano: c’è l’ufficio cassa più undici ambulatori attrezzati, di cui solo cinque occupati e non tutti i giorni. Secondo, l’unico quasi tutto occupato: dieci locali adibiti ad uffici, la stanza del governatore, la sede dei Fratres ed un auditorium di sessanta metri quadri che a volte, fortunataente, ma sempre troppo poco, viene affittato per convegni e riunioni.
Terzo piano: Ci sono otto ambulatori più una bellissima palestra attrezzata di 60 metri quadri e sei stanzini per la fisioterapia. Uno solo degli ambulatori è occupato due volte alla settimana da un professionista e una volta al mese da un altro.
Commenta sarcastico un altro dipendente: «Se non ci fosse la parte cimiteriale, l’unico settore che dà concreti guadagni e speranze di sopravvivere nonostante si occupi solo di morti, oggi saremmo già altrove...». (c.v.)
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