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Pisa

Istituto di geofisica, sciopero in difesa dei precari

Istituto di geofisica, sciopero in difesa dei precari

Lunedì la protesta. Nella sede pisana dell’Ingv i lavoratori non stabilizzati sono 11 su 37. I loro contratti scadono il 31 dicembre

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Lunedì 10 dicembre il personale dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) sciopererà e manifesterà a Roma davanti al Dipartimento della Funzione Pubblica. È la prima volta che viene dichiarato uno sciopero del solo Ingv da quando l’Ente è stato istituito nel 1999. Lo sciopero interesserà tutte le sedi in Italia (una quindicina), compresa quella di Pisa.

«Lo sciopero - si legge in un documento del personale che aderisce alla protesta - è dovuto alla scelta, unilaterale ed immotivata, della dirigenza dell’Ente di sospendere l’accordo firmato nel luglio 2012 con le organizzazioni sindacali. Tale accordo consentiva il rinnovo annuale di circa 200 contratti del personale assunto a tempo determinato, per i prossimi quattro anni. Si tratta di personale che da almeno cinque anni partecipa alle principali attività istituzionali dell’Ingv, vale a dire la ricerca scientifica e la sorveglianza sismica e vulcanica 24 ore su 24. I loro contratti scadranno il 31 dicembre 2012 e potranno essere rinnovati solo dopo l’ennesima procedura concorsuale, con un’interruzione della continuità lavorativa non solo dannosa in termini dei loro diritti previdenziali e contributivi, ma dannosa anche per le attività dell’Ingv al servizio della comunità nazionale, per un periodo di tempo non valutabile in cui sarà difficile garantire lo stesso livello di efficienza».

Nella sola sede di Pisa dell’Ingv i dipendenti precari sono 11 su 37; si tratta di persone altamente specializzate e qualificate, alcune delle quali inserite nel mondo della ricerca da oltre 14 anni.

«La Funzione Pubblica - prosegue il documento - al momento ha prospettato un rinnovo dei contratti di soli 7 mesi, che, oltre a rappresentare una mera dichiarazione d’intenti, non risolve la grave situazione dell’Ingv (e degli altri enti di ricerca) di precariato cronico che non è stato possibile stabilizzare a causa della pianta organica limitata. Questa possibilità si ridurrà ulteriormente con la politica dei tagli lineari (la cosiddetta “spending review”) che non considera le specificità della ricerca e dell’Ingv in particolare».

«Il personale dell’Ingv - conclude la nota - ritiene che si debba andare verso una riapertura dei termini del processo di stabilizzazione e verso una rivalutazione della pianta organica che consenta all’ente di mantenere l’elevato livello della ricerca e delle attività di monitoraggio e sorveglianza raggiunto in questi anni con l’impegno di tutto il personale, precario e non».

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