Il Tirreno

Pisa

Fulmine danneggia i due organi storici e zittisce le campane

di Carlo Venturini

Ha colpito la Chiesa dei Cavalieri, ko l’impianto elettrico e le schede degli strumenti musicali. I danni sono ingenti

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PISA. Un fulmine ha colpito e “ammutolito” la Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano. Domenica scorsa le intemperie non hanno risparmiato ed anzi si sono accanite sull’importante edificio di culto procurando non pochi danni. L’elenco dei danneggiamenti è un bollettino di guerra tant’è che il concerto musica sacra di domenica è stato annullato. «Il fulmine – spiega Mons. Aldo Armani, rettore della chiesa – ha praticamente disintegrato l’impianto elettrico che governa tra le varie cose anche il suono delle campane».

I danni maggiori e purtroppo più costosi, riguardano però le schede elettroniche che azionano i due monumentali organi, protagonisti indiscussi delle bella programmazione musicale della chiesa. «Per ripararli – dice monsignor Armani – bisogna chiamare una ditta super specializzata, la Ruffatti di Padova e non sappiamo dunque a quanto ammonterà il danno».

Oltre a questi già cospicui danni, vanno aggiunti e considerati anche quelli all’impianto di allarme, ai circuiti elettrici che fanno funzionare il rilevatore di fumi e gli amplificatori della chiesa. Per fortuna ha retto l’impianto di illuminazione dell’interno e dell’esterno della chiesa ma i concerti comunque devono essere sospesi. Quello dei concerti era un appuntamento ormai diventato abituale, ogni seconda domenica del mese (tranne in agosto e novembre) per valorizzare la chiesa e il grande organo storico. La rassegna l’aveva voluta proprio monsignor Armani, amante della buona musica, grazie alla collaborazione di Riccardo Gnudi, organista titolare. Tanti giovani e prometttenti organisti si sono avvicendati in questi mesi. Ora la rassegna è sospesa.

«Purtroppo a questi danni causati dal fulmine – spiega mons. Armani – ci sono anche quelli da imputarsi alle intemperie di questi giorni perché ci sono infiltrazioni d’acqua da più punti del tetto».

Sembra dunque non aver pace uno dei monumenti più belli della nostra città, già oggetto di atti vandalici ai marmi. La chiesa dei Cavalieri è tanto bella quanto fragile. «Noi da soli - spiega monsignor Armani - non ce la facciamo a stare dietro a tutti i danni che la chiesa deve subire sia da parte dell'uomo che della natura e quindi non resta che chiedere aiuto a quanti hanno a cuore il nostro patrimonio artistico e religioso».

E pensare che il 15 dicembre ci sarà l'inaugurazione della Piazza dei Cavalieri, tutta nuova nella pavimentazione e nell’illuminazione, e si spera che arriverà qualche buona notizia anche per la chiesa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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