Il Tirreno

Pisa

in centro a calci

Assalto in banca con un trincetto

di Pierluigi Ara
Assalto in banca con un trincetto

Irruzione di due rapinatori alla Cassa di Risparmio di Firenze

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CALCI. Rapina in banca. È avvenuta in pieno centro, nella tarda mattinata di ieri. Non quantificato esattamente il bottino. È ancora in corso una verifica contabile da parte del personale dell’istituto di credito, verosimilmente portate via alcune migliaia di euro. Presa di mira la Cassa di Risparmio di Firenze, del gruppo Intesa San Paolo, che è subentrata qualche tempo fa alla storica Banca Toscana.

In piazza Cairoli, proprio nel cuore del paese, due banditi hanno portato l’assalto, inizialmente dando l’impressione di essere abituali avventori. Aria tranquilla, nessun abbigliamento particolare e soprattutto nessuna fretta apparente. Quello che stava dietro aveva il colpo coperto, ma si è capito dopo. Se ne sono però rese conto quasi subito due persone in attesa di completare le operazioni allo sportello.

A contatto con il pubblico si trovavano gli impiegati Glauco Passini e Fabio Moggia, quest’ultimo responsabile dell’agenzia ospedaliera di Cisanello a Pisa, arrivato a Calci da pochi giorni.

Ad un certo punto il ritmo ha subito un’accelerazione. Con rapidità i malviventi sono entrati in azione evidenziando sangue freddo e indubbia professionalità. È comparso nella loro mano un trincetto impugnato minacciosamente. L’ordine perentorio di cacciare i soldi. Neppure il tempo di organizzare una qualsivoglia reazione. Mentre i clienti, quasi increduli, sono rimasti paralizzati dalla paura e in leggero stato di choc , si è consumato il raid.

Uno dei banditi è rimasto in sala d’attesa, l’altro con balzo acrobatico è saltato al di là del bancone. Qui ha attuato una specie di “fai da te” arraffando personalmente nelle casse il denaro disponibile. «Si è trattato di un’operazione fulminea – ci spiega il direttore Giacomo Pellegrini, che abita ad Asciano ed è alla guida della banca da tanto tempo – i banditi avevano furia di concludere la loro impresa. Io non ero presente in quel momento. Ho provveduto ad avvertire i carabinieri i quali hanno avviato le indagini del caso».

«Posso dire – aggiunge Pellegrini – che i banditi parlavano la lingua italiana. Hanno agito con consumata abilità. Segno che forse non si tratta di individui sprovveduti. Probabilmente non hanno improvvisato la rapina. Questo istituto di credito ripetutamente è stato visitato dai malviventi. L’ultima volta un anno fa. Allora la refurtiva risultò inferiore ad un migliaio di euro. Analoga la dinamica, l’arma usata un trincetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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