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Pisa

Le tante possibilità di studiare all’estero

Le tante possibilità di studiare all’estero

Ecco tutti i programmi cui si può fare riferimento: dall’europeo Erasmus all’americano Fulbright

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PISA. Erasmus, Leonardo, Fulbright, Vulcanus, Mundus, e altri. Sembra quasi una giungla inestricabile quella dei progetti per sostenere la mobilità degli studenti all’estero, eppure – armati di pazienza e tenacia – non è impossibile trovare quelli giusti. L’Università di Pisa offre molte opportunità per partire, soddisfacendo ogni anno le domande di oltre 500 studenti. Spagna, Inghilterra, Germania, Francia, Portogallo e Ungheria sembrano essere, nell’ordine, le mete più ambite.

Il programma principe è il famoso Erasmus il cui bando esce a marzo di ogni anno (con riapertura ad ottobre per i posti rimasti disponibili). Il progetto qualche mese fa ha festeggiato i suoi 25 anni con una rete di quasi 3 milioni di studenti e 4 mila università coinvolte. Nonostante le ripetute voci su possibili tagli a questo programma, sono tanti gli scudi che si sono levati per difenderlo: tra questi, quello del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che ha annunciato la decisione della Regione di cofinanziare le borse di studio per i giovani toscani che parteciperanno al programma Erasmus dal 2013. Molto simile al progetto Erasmus è il Leonardo Da Vinci, istituito nel 2006. Questo progetto ha tuttavia come punto focale le esigenze didattiche e di apprendimento delle persone coinvolte nella formazione professionale, nonché degli istituti e delle organizzazioni preposti o interessati a questo tipo di formazione. (http://www.programmaleonardo.net/llp/home.asp).

Vi sono, poi, altri due progetti da tenere bene a mente per coloro che volessero fare dei tirocini in Europa: il primo è quello offerto dalla stessa Università di Pisa (il bando, introdotto quest’anno, uscito intorno a ottobre), che consente l’assegnazione di 30 contributi pari a 3.500 euro per la mobilità di dottorandi e studenti; il secondo è legato all’LLP/Erasmus (il bando uscito a novembre), ma è assegnato nell’ambito di un Consortia Placement, e prevede 25 borse.

Chi volesse andare più lontano, per esempio negli Usa, dovrebbe prendere in considerazione il Fulbright: questo programma, ideato nel 1946 dal Senatore J. William Fulbright per favorire il processo di pace attraverso lo scambio di idee e di cultura tra gli Stati Uniti e le altre nazioni nel mondo, opera in più di 155 Paesi e assegna circa 7.500 borse di studio ogni anno (http://www.fulbright.it/it).

Gli amanti del sushi dovrebbero invece scegliere il Vulcanus, un progetto che si rivolge principalmente a studenti di facoltà tecniche o scientifiche interessati ad usufruire di tirocini industriali che comprendono: un seminario sul Giappone, 4 mesi di corso intensivo di lingua e 8 mesi di tirocinio (http://www.eu-japan.eu/global/vulcanus-in-japan.html).

Un altro programma che permette di viaggare al di fuori dell’Europa è l’Erasmus Mundus, promosso dall’UE per ampliare e migliorare le prospettive di carriera degli studenti e favorire la comprensione interculturale tramite la cooperazione con Paesi terzi, al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile dell’istruzione superiore anche in tali Paesi (www.erasmusmundus.it).

Infine, un’ultima opportunità – almeno in senso accademico – è quella di fare la tesi all’estero. L’Università di Pisa bandisce ogni anno 30 contributi di 2mila euro per questa attività: ne possono usufruire i laureandi delle lauree magistrali e delle lauree magistrali a ciclo unico che siano interessati a svolgere parte della preparazione della loro tesi di laurea all’estero, per almeno due mesi continuativi, presso istituzioni, enti, imprese o aziende straniere, comunitarie, sopranazionali o internazionali con sede all’estero e che abbiano un adeguato livello scientifico e culturale (http://www.unipi.it/studenti/rel-int/bando-tesi/index.htm). (e.s.)

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