Sicurezza
La frana inghiotte il ponte, tragedia sfiorata
Pochi secondi prima era pieno di soccorritori. Crollano gli argini, a rischio una casa
di Candida Vigone
RIGOLI. Un uomo scomparso, una tragedia sfiorata con un ponte pieno di gente fino a pochi secondi prima del crollo, sei famiglie di punto in bianco senza casa e alloggiate da parenti o in albergo, il pericolo che possa accadere qualcosa di peggio in una zona già colpita duramente dalla furia dell’acqua. «Tutto per colpa dell’uomo»: commenta uno degli sfollati per il cedimento delle sponde dell’Ozzeri, avvenuto martedì sera a Rigoli, frazione delle campagne di san Giuliano. È il bilancio da paura di una notte che purtroppo non si può dimenticare, soprattutto in vista di quanto va fatto perché tutto questo non accada più. Il primo allarme è stato nel pomeriggio di martedì, appena spuntato il sole e finita la pioggia, quando in tanti, usciti appunto a controllare il torrente, si sono accorti che un pezzo di sponda - vicino al cantiere per una centrale idroelettrica allestito a settembre, due mesi fa, da privati - era stata inghiottita da un Ozzeri arrabbiato e dal livello più alto del solito.
«Perchè appena spunta il sole dopo la pioggia - spiega un ragazzo che abita proprio a Rigoli, vicino al punto in cui la furia del torrente si è portata via interi tratti di sponde ed un ponte costruito tre secoli fa - tutti andiamo a controllare l’acqua: qui da sempre si convive con la paura». La cronistoria dei vari crolli è purtroppo quella di un disastro annunciato. Proprio Francesco Gabbriellini, l’ex bancario 77enne disperso da martedì pomeriggio, per anni ha denunciato il pericolo rappresentato dai vari corsi che attraversano la zona e la necessità del monitoraggio delle sponde e della messa in sicurezza dei vari argini a tutela di chi là vive. Gabbriellini è uscito a fare una passeggiata come sempre verso le quattro del pomeriggio: alle cinque, non vedendolo tornare, i suoi si sono allarmati e l’hanno cercato. Invano.
Purtroppo poco dopo, proprio verso le cinque-cinque e mezza, quello che è stato notato nella zona è stato appunto il principio di un grosso cedimento degli argini che era avvenuto da poco non lontano dal cantiere della polemica, per il quale avevano protestato in tanti.
Serviranno almeno 700mila euro per mettere in sicurezza il canale Ozzeri e il vicino argine fluviale compromesso dal crollo dell’altra notte avvenuto a Rigoli, frazione del comune di San Giuliano Terme, al confine tra le province di Pisa e Lucca. La stima è stata fatta dalla provincia di Pisa, incaricata di eseguire i lavori insieme al Consorzio Auser di Bientina, dopo un vertice in prefettura al quale hanno partecipato anche il genio civile, il servizio regionale di difesa del suolo e l’autorità di bacino del Serchio.Non lasciare decidere l'algoritmo:
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