Il dolore
In piazza XX Settembre torna il Rigiocattolo
Sarà possibile acquistare i giocattoli che sono stati donati dai ragazzi, l’iniziativa organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio
Torna anche quest'anno il Rigiocattolo organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio con il patrocinio del Comune di Pisa. Sabato 8 dicembre in piazza XX Settembre dalle 10 alle 20 presso il gazebo appositamente allestito si potranno acquistare i giocattoli che sono stati donati dai bambini pisani. Il principio è semplice, non tutto ciò che non si usa più è da buttare, basta un semplice ritocco e un vecchio giocattolo può essere riciclato. Il giocattolo va riutilizzato perché i materiali plastici con cui è costruito sono in genere inquinanti, per questo bisogna farlo vivere il più a lungo possibile. I giocattoli usati vengono controllati, riparati, puliti ed, infine, “venduti” in molte città italiane ed europee, per sostenere i programmi di solidarietà che la Comunità di Sant'Egidio porta avanti in Africa: Dream, il programma che permette permette di far nascere bambini sani da madri sieropositive in 10 paesi africani, e Bravo, il programma per la registrazione anagrafica gratuita di tanti bambini africani “invisibili”.
Si tratta dunque dell’ultima fase dell’iniziativa iniziata a novembre e che ha visto coinvolti motli alunni delle scuole pisane in particolare quelli dell'Istituto comprensivo Galilei, che offre i locali per fare il laboratorio di sistemazione dei giocattoli con gli adolescenti e quanti vogliono collaborare alla realizzazione di questa bella iniziativa.
«Mi rivolgo ai bimbi e alle bimbe che si sono impegnati nel lavoro di risistemazione dei giocattoli – ha detto l’assessore Marilù Chiofalo -, che sono un esempio per i loro coetanei e per noi adulti, e ringraziare educatori e educatrici della Comunità di Sant'Egidio perché donano con semplicità e sempre con il sorriso sulle labbra un mare di tempo, energie e amore, tra mille difficoltà, questi bambini e quindi alla Città di Pisa, ogni volta felici dei piccoli e grandi successi che questi bimbi riescono ad ottenere a scuola e in famiglia grazie alla partecipazione alla Scuola della Pace».
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