Sicurezza
Ospedale, toccherà all’Asl salvare un po’ di posti letto
La Regione vara le nuove linee di indirizzo per la riorganizzazione della sanità A Cisanello gli interventi d’eccellenza e allora servirà una struttura intermedia
PISA. Se per il periodo natalizio l'Azienda ospedaliera universitaria pisana ha effettuato un taglio a “tempo determinato” di circa 250 posti letto (in base alla «rimodulazione dell’attività assistenziale per il periodo natalizio» fino al 14 gennaio), con la riorganizzazione del sistema sanitario che dovrà essere affrontata nei prossimi mesi sulla base delle indicazioni regionali, il taglio potrebbe diventare definitivo.
Nel consiglio comunale della scorsa settimana, durante il quale è stato votato all'unanimità l'atto di indirizzo per il recupero del Santa Chiara, l'assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni ha evidenziato quelle che potrebbero essere le linee guida di una generale riorganizzazione del sistema regionale, che si indirizza verso un sostanziale taglio dei posti letto negli ospedali toscani accompagnato dal potenziamento delle strutture intermedie presenti sul territorio.
«È previsto un potenziamento del territorio, delle cure intermedie, del medico di famiglia, il miglioramento della vicinanza all’utenza e una rivisitazione complessiva dell’organizzazione. Ciò permetterà di servire meglio lo stesso numero di persone di oggi e con minori posti letto», ha detto l'assessore, che considera il taglio dei posti letto come la «conseguenza della migliore organizzazione».
Le prime stime di questa operazione parlano di un taglio di circa duemila posti letto negli ospedali toscani e di circa duecentocinquanta nel nosocomio di Cisanello, che, secondo le ipotesi, diventerebbe un polo per «interventi d'eccellenza», per gli interventi cioè più complicati e delicati ed alta tecnologia, mentre quelli minori o comunque di più facile risoluzione saranno “spalmati” sul territorio attraverso strutture intermedie.
Per adesso, in mancanza di atti ed indirizzi ufficiali da parte della Regione, sono tante le ipotesi che possono essere formulate.
Si potrebbe delineare ad esempio uno scenario in cui una struttura intermedia (quella destinata agli interventi di routine, da un’appendicite a un menisco) sia rappresentata dall'ospedale di Pontedera o da un presidio dell'Asl all'interno di Cisanello.
Di sicuro c'è che nei prossimi mesi Asl e Aoup dovranno rivedere tutto il sistema organizzativo della sanità locale. Per Sel, le parole dell'assessore regionale al diritto alla sanità suonano come un campanello d'allarme. «Con quali soldi si creano le strutture intermedie?», si chiede Carlo Scaramuzzino, capogruppo consiliare di Sel, visto che «le ultime leggi hanno tagliato ingenti risorse alla sanità».
«A Pisa – aggiunge Scaramuzzino - le risorse regionali saranno concentrate tutte su Cisanello mentre di quello che succederà sul territorio ancora non è chiaro. E quindi è difficile parlare di riorganizzazione se non ci sono strutture intermedie. Se non ci sono risorse per trasferire sul territorio tutta la parte più semplice della sanità, diventerà un'operazione di riduzione dei servizi ai cittadini».
«Per questo abbiamo chiesto un incontro con Asl e Aoup per mettere a confronto le risorse che ci sono e capire quali potrebbero essere gli effetti di quanto proposto sulla sanità locale», conclude il consigliere di Sel Scaramuzzino, temendo che da tutta l'operazione a trarne benefici sarà la sanità privata.
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