Sicurezza
Federighi: stop all’invasione delle coop
Secondo il presidente è decisivo il miglioramento dei rapporti con le istituzioni e le banche per tutelare i soci
PISA. Fermare l’invasione delle cooperative, sempre più presenti in settori come l’edilizia, le manutenzioni e lo smaltimento dei rifiuti. Valorizzare il potenziale contrattuale degli industriali nei confronti di Provincia, Regione e Stato. Migliorare i rapporti con le banche. Agevolare la libertà d’impresa, soprattutto per i giovani. Sono questi alcuni dei punti del programma che Federico Federighi, patron della società farmaceutica Farmigea e presidente designato dell’Unione Industriale Pisana, ha presentato lunedì alla giunta. Federighi sarà eletto ufficialmente dall’assemblea il 10 dicembre e ogni intervista è rimandata a dopo, ma “Il Tirreno” è in grado di anticipare - in esclusiva - gli indirizzi generali che il neo leader intende dare alla Confindustria pisana per i prossimi quattro anni.
Imprese ed enti pubblici. Federighi è stato chiaro: occorre uscire dalla torre d’avorio e far capire agli amministratori pubblici cosa rappresenta l’industria pisana come fatturato, lavoratori e indotto. È questa, secondo il successore di Pierfrancesco Pacini, l’arma di difesa migliore per arginare l’invasione delle cooperative, specialmente di quelle che vengono da fuori. Rafforzare il dialogo con gli enti pubblici - ha spiegato Federighi ai componenti della giunta dell’Unione Industriale - servirà anche a eliminare ostacoli burocratici e migliorare i tempi di pagamento che spesso vengono ritardati con l’alibi del patto di stabilità. Il potenziale contrattuale dell’Unione varia in relazione all’interlocutore - Provincia, Regione o Stato - per cui, secondo Federighi, l’azione va diversificata su più livelli identificando una serie di traguardi.
Rapporti con la Regione. Nei piani del presidente designato, l’Unione Industriale Pisana deve catalizzare quelle della costa toscana su temi di comune interesse, in modo da avere un peso contrattuale con la Regione che Federighi, secondo quanto si è appreso, ha definito «Firenze-centrica» e caratterizzata da tempi troppo lunghi, quasi biblici in alcuni casi. C’è bisogno, ha aggiunto l’imprenditore della farmaceutica, che gli investimenti siano finalizzati a obiettivi precisi e che l’elargizione di risorse pubbliche avvenga in modo diretto e snello.
Il ruolo delle banche. Illustrando il programma ai membri della giunta dell’Unione Industriale Pisana, Federighi non è stato tenero con gli istituti di credito, un settore che, secondo il presidente designato, si è chiuso in se stesso. Che fare allora? La ricetta proposta è quella di far partecipare le banche in maniera più costruttiva alle attività industriali, far conoscere loro bisogni e tempi di ritorno, molto diversi a seconda dei settori in cui i vari imprenditori operano.
Verso il voto. Non può sfuggire a Federighi l’importanza delle elezioni politiche dell’anno prossimo, tanto che tra i suoi pensieri c’è una serie di incontri con parlamentari pisani e futuri candidati, in modo da spiegare loro la visione d’insieme degli interessi delle aziende locali in vista della competizione elettorale.
Giovani imprenditori. Nel programma presentato alla giunta dell’Unione Industriale, il richiamo alle nuove generazioni è forte. Secondo il presidente designato, esiste la necessità di agevolare la libertà d’intraprendere, tanto che ha invitato il Gruppo giovani imprenditori a confrontarsi con lui con regolarità e a fare da stimolo.
@DaddiLuca
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