Gioco
Si apre il caso di quale sarà il futuro del personale
PISA. I Cobas del pubblico impiego entrano nella questione dell’acquisto del Comune (subentrata a Sepi) di porzioni immobiliari del complesso Sesta Porta. Era stata Sepi a sottoscrivere con la...
PISA. I Cobas del pubblico impiego entrano nella questione dell’acquisto del Comune (subentrata a Sepi) di porzioni immobiliari del complesso Sesta Porta. Era stata Sepi a sottoscrivere con la società Sviluppo Pisa un contratto preliminare di acquisto della sua nuova sede. Ma Il Comune subentrerà agli obblighi contrattuali di Sepi e su questo passaggio i Cobas chiedono chiarezza su un’opereazione che costerà 6.800.000 euro cui bisogna aggiungere l’Iva. E il sindacato si domanda: «per le società strumentali di proprietà dei Comuni come Sepi, non è previsto lo scioglimento o la vendita ai privati per l’anno 2013? Qual è la logica che porterà il Comune a chiedere al consiglio comunale di sostenere una operazione di questa portata quando ancora incerto è il futuro delle società in house?».
Il probabile passaggio di mano di Sepi e Pisamo apre un problema importante sul personale. Dipendenti del Comune decisero di passare a Sepi che ora rischia di essere privatizzata. Con quali conseguenze per questi dipendenti entrati nel mondo del lavoro come dipendenti pubblici (e, quindi con certe garanzie) e che si troverebbero alle dipendenze di un privato e, quindi, con molte sicurezze in meno?
Inoltre, ci sono anche «i precari alle dipendenze di Sepi - continua la nota dei Cobas - che non avrà la stabilizzazione promessa. A scanso di equivoci, la mancata stabilizzazione del personale precario in Sepi non sarà da addebitare solo alla spending review ma ai vertici aziendali e ai sindacati. Siamo in presenza di operazioni finanziarie e immobiliari con soldi pubblici che non porteranno vantaggi alla cittadinanza».
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