La manifestazione
L’operazione Santa Chiara non fa stare tranquilli
Il Pdl: va rispettato il cronoprogramma dei lavori per evitare che lievitino i costi Sel: questa deve diventare l’occasione per risolvere il problema bancarelle
PISA. Proposte e preoccupazioni bipartisan sull'operazione “Santa Chiara-Cisanello”. Il piano di indirizzo per il recupero dell'ospedale Santa Chiara approvato all'unanimità dal consiglio comunale e adottato dalla giunta, apre la strada alla discussione sulla destinazione futura dell'area limitrofa Piazza dei Miracoli ed evidenzia non poche preoccupazioni per i finanziamenti e i lavori necessari per il completamento del nosocomio di Cisanello.
Il Pdl ribadisce la necessità di rispettare il cronoprogramma per scongiurare lievitazioni di costi e propone di fare dell'unità minima di intervento 1 (Umi 1) del Santa Chiara, l'area per la quale vige la destinazione a fini commerciali, un “giardino dei miracoli”, una sorta di Covent Garden londinese a due passi dalla Torre «che - sottolinea Giovanni Garzella, capogruppo del Pdl - potrebbe avere una sua caratteristica di richiamo turistico e risolvere il problema di decoro della Piazza e delle aspettative dei commercianti».
Stessa posizione quella di Sel. «L'atto di indirizzo chiarisce che l'area destinata al mercato deve essere utilizzata per risolvere in maniera definitiva il problema dei bancarellai», dice Carlo Scaramuzzino, capogruppo di Sel, evidenziando «elementi di preoccupazione di carattere finanziario per l'intreccio dei due piani (dismissione Santa Chiara e completamento di Cisanello, nda)», tenendo conto che il fondo di rotazione regionale che copre 297 milioni (sui 358 necessari per Cisanello) deve essere restituito entro tre anni e che una buona fetta dei finanziamenti per il completamento di Cisanello sono previsti dall'alienazione di immobili, operazioni non facili né sicure visto il periodo di crisi che sta attraversando anche il mercato immobiliare.
Per l'ultimazione di Cisanello, Riccardo Buscemi, consigliere comunale del Pdl, chiede ampie garanzie alla Regione. «Se non saranno sufficienti i proventi derivanti dall'alienazione del Santa Chiara – dice -, la Regione deve garantire gli stanziamenti necessari per il completamento dell'ospedale».
Per Sel è fondamentale recuperare un pezzo del vecchio nosocomio per destinazioni pubbliche e ragionare sul futuro del sistema sanitario regionale che va verso un netto taglio dei posti letto negli ospedali. Secondo la Regione, il «potenziamento del territorio, delle cure intermedie, del medico di famiglia», permetterà di «servire meglio di oggi lo stesso numero di persone e i posti letto in meno saranno una conseguenza della migliore organizzazione».
Per Scaramuzzino è invece «inutile dire che i posti letto che si perdono finiscono nel territorio attraverso strutture intermedie perché queste non hanno finanziamenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
