La manifestazione
Il sindaco: difendiamo la Casa della Donna
PISA. Le istituzioni promettono azioni concrete contro la violenza sulle donne, tema scelto per celebrare la festa della Toscana, ovvero l’anniversario della Riforma penale promulgata il 30...
PISA. Le istituzioni promettono azioni concrete contro la violenza sulle donne, tema scelto per celebrare la festa della Toscana, ovvero l’anniversario della Riforma penale promulgata il 30 novembre 1786 da Pietro Leopoldo di Lorena. La festa è stata istituita nel 2000 dalla Regione e celebra il primo codice al mondo che ha abolito la pena di morte; così nei giorni scorsi, il sindaco Marco Filippeschi ha ricordato che questo «è un altro modo per parlare della Toscana nel mondo: anche in Cina e negli Usa deve essere superata la pena capitale. Ma il tema di quest’anno è altrettanto importante». Infatti, la presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni, dopo aver fatto notare che siamo «a pochi giorni di distanza dal 25 novembre», che è la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ha aggiunto: «Esprimiamo solidarietà e ci impegnano a trovare soluzioni». Così il sindaco ha voluto dare il suo sostegno alla «battaglia culturale che Pisa deve assumere in modo permanente e che l’associazione Casa della Donna combatte su questi temi e sull’omofobia».
Il rischio è che, se ci sarà il passaggio di competenze dalla Provincia al Comune, «possano saltare le risorse che coprivano i servizi: dovremo pertanto essere in grado di garantire il funzionamento della Casa della Donna, chiedendo ulteriori fondi». E, sulla legislazione che in questi anni è cambiata (per esempio, l’introduzione del reato di stalking), Filippeschi ha commentato: «Bisogna far funzionare ciò che si è conquistato».
Detto in altro modo: certezza della pena, perché «è una violenza maggiore se escono dopo 5 giorni» ha dichiarato Roberta Luperini (Fli). Sulla stessa linea Valter Ceccarelli (Pd): «Assume un valore importante la stabilità della pena». Questi ha anche fatto notare che finora la festa della Toscana implicava un giorno di vacanza a scuola, mentre quest’anno per la prima volta i ragazzi sono stati in classe e hanno parlato di questi temi.
Sull’altro punto sollevato dal sindaco – l’associazionismo – è Carlo Scaramuzzino (capogruppo Sel) a ribadire «l’impegno meritorio e quotidiano della Casa della Donna e di Donne in movimento, che combatte il racket: dobbiamo difendere questi soggetti». Infine, sulla battaglia culturale, Giovanni Garzella (capogruppo Pdl): «A volte la violenza ha radici anche nel linguaggio».
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
