Il Tirreno

Pisa

Scuole occupate, scatta la protesta anti austerity

di Danilo Renzullo

Dopo il tentativo di giovedì, gli studenti del liceo scientifico Dini sono riusciti a prendere possesso dell’istituto dove rimarranno fino all’inizio di settimana

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PISA. Occupazioni a raffica e mobilitazione degli studenti medi in molti licei pisani. La protesta studentesca «contro il ddl Aprea che si inquadra nel processo di privatizzazione della scuola, il governo tecnico e la scuola della crisi» dilaga e le occupazioni degli istituti si moltiplicano. Dopo quella dell'Itis “Leonardo Da Vinci” di lunedì scorso e dell'istituto “E. Santoni” (indirizzo biologico), ieri mattina, dopo due giorni di autogestione, è stato occupato il liceo scientifico “Ulisse Dini”. Gli studenti, nei giorni scorsi, hanno cercato di occupare anche l'Ipsia “G. Fascetti”, in autogestione fino al prossimo martedì, e l'istituto tecnico commerciale “Antonio Pacinotti”. L'occupazione del “Dini” di ieri segue le tensioni di giovedì scorso, quando il dirigente scolastico dell'istituto, Andrea Simonetti, ha sospeso i ricevimenti tra docenti e genitori e chiuso la scuola per “sventare” l'occupazione che un gruppo di studenti stava mettendo in atto.

«Dopo due giorni di autogestione e di sensibilizzazione sulla crisi della scuola pubblica e dei problemi degli studenti – spiega Lorenzo Giusti, rappresentante degli studenti del “Dini” -, abbiamo deciso di concretizzare la nostra protesta lanciando un'occupazione che si propone di creare una formazione e un interesse alternativo alla normale didattica».

Ieri mattina, durante un'affollata assemblea, gli studenti hanno raggiunto un accordo con il preside Simonetti. La scuola resterà occupata anche quest'oggi, ma gli occupanti devono assicurare il regolare lavoro delle segreterie e permettere lo svolgimento delle lezioni per gli studenti che le vorranno seguire.

«Siamo arrivati ad un compromesso – spiega Simonetti – perché nessuno deve impedire il regolare svolgimento dei lavori dell'istituto. La strada da seguire è quella legale e per questo abbiamo concordato questi due giorni (ieri e oggi, nda) ma lunedì deve tornare tutto alla normalità. Ho dato molto spazio alla discussione – continua il preside del “Dini” - e concesso anche un percorso di due giorni di autogestione. Pur non condividendo la forma di protesta, mi adopero al massimo per ascoltare le loro ragioni e far si che tutto si svolga regolarmente».

Intanto gli studenti si preparano per un'altra giornata di mobilitazione. Il prossimo 6 dicembre per le strade cittadine sfilerà l'ennesimo corteo contro le politiche di austerità e il ddl Aprea.

«Abbiamo bisogno di costruire un futuro – dicono in una nota gli studenti dell'Itis – e per questo non abbiamo paura di continuare a lottare per costruire l'alternativa ad una vita di austerity e di impoverimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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