Lutto
Primarie, altre duemila richieste di voto
In difficoltà il coordinamento provinciale che lancia un appello: chi non riceve risposta non si presenti ai seggi
PISA. Oltre 2mila mail. E poi fax e contatti di persona. Con la cifra complessiva che sale ancora. Un assalto in piena regola. Il ballottaggio Bersani-Renzi per le primarie scalda l’elettorato del centrosinistra. La voglia di andare alle urne è venuta a tanta gente che non si era registrata al primo turno e che ora vuole votare. Il coordinamento provinciale per le primarie - formato da Consuelo Arrighi, Massimiliano Bacchiet e Giuliano Bani - non si aspettava questa valanga di richieste. Il rischio è di un cortocircuito dell’organizzazione. Così, ieri il coordinamento ha preso carta e penna per buttare giù un comunicato con indicazioni di servizio. Che, in sostanza, sono: rispondiamo solo a chi ha diritto; e chi non riceverà risposta è pregato caldamente di non presentarsi domani ai seggi.
«L’enorme quantità di richieste di registrazione per il ballottaggio arrivata in questi due giorni rende davvero molto difficile il lavoro di coloro che si stanno impegnando per il funzionamento e la buona riuscita delle primarie», ammettono. Ma come si spiega, al di là dell’interesse per l’appuntamento con le urne, questo assalto? Secondo i componenti del coordinamento una delle cause principali è da trovare nella «pagina pubblicitaria uscita su alcuni quotidiani nazionali» e »al sito www.votodomenica.it». Questi, spiegano, «contengono motivazioni vaghe e generiche, che non possono giustificare la mancata registrazione, tanto più considerando che ci sono state oltre tre settimane di tempo, per un totale di più di 500 ore, per farlo, anche on line».
Il nocciolo della questione è la possibilità reale di registrarsi per votare al ballottaggio da parte di coloro che già non lo avevano fatto in occasione del primo turno. Le iscrizioni all’albo degli elettori per le primarie “Italia bene comune”, sottolineano dal coordinamento, sono chiuse da domenica 25 novembre alle ore 20. L’altro ieri e ieri, aggiungono, «non c’era una riapertura delle registrazioni all’albo degli elettori per poter votare, come erroneamente in molti sono stati portati a pensare. Questi due giorni sono solo una finestra per quei singoli casi di persone che, per cause indipendenti dalla loro volontà, sono state nell’impossibilità di registrarsi tra il 4 e il 25 novembre sia personalmente che online».
L’enorme afflusso di dati, in un tempo così ristretto, sta rendendo molto difficile rispondere singolarmente a tutti. Il coordinamento provinciale sta in queste ore cercando di valutare le tutte le richieste secondo quanto prevedono regolamento e delibere. Solo le domande accolte riceveranno una risposta («specifica e individuale»), insieme ad una guida su cosa fare per poter votare domani. «Per gli altri - spiegano dal coordinamento - secondo quanto specificato dalla delibera 26, la mancata risposta equivale al non accoglimento della richiesta». Seguono le scuse per «tutti coloro che non riceveranno risposta o che hanno ricevuto una risposta tardiva o parziale, ma il lavoro in questo momento è davvero molto complesso». La preoccupazione dell’organizzazione delle primarie è soprattutto rivolta a domani, quando non tutti potrebbero aver chiara la loro impossibilità a votare. Per questo il coordinamento «invita tutti coloro che non riceveranno risposta affermativa circa la possibilità di votare, o che non saranno ricontattati, a non recarsi ai seggi domani per non appesantire il lavoro dei tanti volontari che lavoreranno per la buona riuscita delle primarie».
Critiche su questo appello da parte di Federico Gelli del comitato per Renzi: «Una volta il partito faceva l’appello al voto, ora questo si è trasformato in un appello al non voto. Dopo le regole che limitano la partecipazione, adesso si sfiora il ridicolo con questo assurdo appello al non voto».
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