Italia
Ristoranti, il web prende il posto del passaparola
PISA. Una volta c’era il classico passaparola: vai a mangiare in quel ristorante perchè la cucina è ottima, ci sono stato. Adesso il web ha sostituito questo metodo, affidando sempre di più ad...
PISA. Una volta c’era il classico passaparola: vai a mangiare in quel ristorante perchè la cucina è ottima, ci sono stato. Adesso il web ha sostituito questo metodo, affidando sempre di più ad internet il giudizio sulla qualità di un ristorante. Di questo si è parlato ieri nel tradizionale convegno sull’enogastronomia organizzato dalla Confesercenti. Un dibattito che ha visto protagonisti il presidente della Camera di commercio Pierfrancesco Pacini, l’assessore provinciale Giancomo Sanavio, la presidente nazionale dei pubblici esercizi Confesercenti Esmeralda Giampoli e il giornalista del Tirreno Corrado Benzio.
«Dopo aver parlato di personale dei ristoranti, di indotto economico, di autentica cucina regionale – ha spiegato durante la relazione Marco Ricci, direttore del Centro assistenza tecnica Confesercenti - quest’anno abbiamo affrontato il tema dei siti web con relative recensioni. La prevalenza di internet come mezzo di orientamento dei clienti, ha ovviamente messo in risalto i vantaggi e i problemi della velocità di circolazione delle informazioni sul web. Internet è diventato un immenso, planetario passaparola che ne amplifica gli effetti in modo quasi incontrollabile».
L’incontrollabilità è di conseguenza uno dei problemi principali della rete, hanno spiegato i relatori; fino a che punto, infatti, ci si può fidare della rete? O meglio, come si fa a verificare la credibilità delle informazioni diffuse nella rete? «L’anonimato dei recensori, se da un lato rappresenta il vero elemento di forza di questi “portali della reputazione” è un elemento che, a nostro parere, può essere mitigato - ha spiegato Esmeralda Giampaoli - senza per questo stravolgere le logiche che presiedono questi sistemi: è ipotizzabile prevedere un doppio binario di recensioni dove chi decide volontariamente di uscire dall’anonimato goda di un peso diverso rispetto a chi decide di continuare a celare la propria identità. Internet è sempre di più il mezzo con cui i clienti si orientano per la scelta anche di un ristorante. La sua affidabilità, quindi, deve essere massima». Da qui la proposta che è emersa dal convegno.
Conclude Ricci: «Non solo recensioni certificate, cioè con l’assunzione di responsabilità degli autori. Ma anche una serie di seminari con i ristoratori per aumentare la loro conoscenza degli strumenti che internet mette loro a disposizione. Conoscenza sia tecnica, ad esempio come replicare a recensioni false o imprecise, ma anche di strategia comunicativa».
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