Il Tirreno

Pisa

Primarie, la carica dei ritardatari

di Gianluca Campanella

Finora duecento nuovi elettori hanno chiesto di votare al ballottaggio, la commissione decide domani

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PISA. Quella della Torre si conferma una delle città più tranquille sul fronte delle primarie, anche ora che si è riaperta la finestra per iscriversi al ballottaggio di domenica prossima: oltre 200 richieste tra quelle inviate via mail e quelle presentate di persona e nessuna contestazione. Già domenica le operazioni di voto sono state lineari, mentre a Lucca e Prato, si litigava per infiltrazioni presunte o certificate di esponenti della destra. Ora in tutta Italia si discute di regole e qui in città fila tutto liscio.

Le norme. Com’è noto, ci si poteva pre-iscrivere dal 4 al 25 novembre e sembrava che solo i cittadini con il certificato elettorale ricevuto in quell’occasione potessero recarsi al seggio per il secondo turno del 2 dicembre. Poi, date le insistenze del clan renziano, i garanti nazionali hanno accettato di estendere a ieri e oggi i giorni di nuove iscrizioni. Oggi ci si può presentare fisicamente in via Fratti 9 (sede del Pd provinciale) dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20, oppure è possibile mandare un fax allo 050.45373 o un messaggio email a pisa@primarieitaliabenecomune.it entro le 20 e dichiarare di essersi trovati, per cause indipendenti dalla propria volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’albo degli elettori entro il 25 novembre.

I tre saggi. Il Coordinamento provinciale per le primarie è formato da Consuelo Arrighi, Massimiliano Bacchiet e Giuliano Bani. La prima è presidente del consiglio provinciale eletta con il Pd e nel pomeriggio di ieri è stata impegnata a dirigere l’assemblea in piazza Vittorio. In contemporanea a palazzo Gambacorti si svolgeva il consiglio comunale, cui partecipa il terzo, eletto con il Psi di cui è anche segretario comunale. Insomma, l’unico libero era Bacchiet, impiegato comunale e, ai fini della consultazione del centrosinistra, in quota Sel. Per gli impegni istituzionali di Arrighi e Bani, il coordinamento ha preferito rimandare ogni decisione a sabato prossimo. Tra ieri e oggi, il “sistema” ha fatto da semplice collettore delle richieste, senza entrare nel merito.

Le scelte di domani. Le regole prevedono, infatti, che ogni singola domanda possa essere accolta solo se c’è l’unanimità del coordinamento, che quasi ovunque è formato da tre persone e da almeno un membro del Pd. Arrighi è bersaniana, ma a detta di tutti si sta comportando in modo super partes, per non dire cristallino. Lei, Bacchiet e Bani hanno preferito aspettare domani anche per un altro motivo: dal coordinamento nazionale continuano ad arrivare circolari di chiarimento interpretativo e quindi rimandare di un giorno può favorire una conformità nel trattare le casistiche più svariate (malattie, viaggi o altro). In ogni caso, il consiglio a chi ha fatto domanda di partecipazione è di non chiamare per informarsi dell’esito della pratica: si rischia solo di ingolfare il sistema. Sempre per direttive nazionali, c’è l’obbligo di avvisare tutte le persone la cui richiesta di votare domenica è stata accolta. Il coordinamento pisano si impegna a informarle entro domani sera. Tutti i respinti saranno chiamati se ci sarà tempo.

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