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Il sindaco: il capoluogo tocca a Pisa

Il sindaco: il capoluogo tocca a Pisa

Filippeschi va in Senato a perorare la causa, ma risposte certe non arrivano

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PISA. «Rivediamo i criteri per la scelta dei capoluoghi». Esce allo scoperto Marco Filippeschi. Nonostante l’esclusione dall’audizione presso la Commissione Affari costituzionali del Senato che sta esaminando il disegno di legge sul riordino delle Province, il sindaco si è autoconvocato a Roma per sostenere la causa di Pisa. Prima della seduta della commissione il sindaco ha incontrato diversi senatori. Al presidente Vizzini ha detto di non aver gradito l’esclusione dall’audizione, poi agli altri ha chiesto di ridiscutere i criteri per la scelta del capoluogo e ribadito «il mantenimento della dimensione dell’area vasta costiera», dunque dell’unione dei territori di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, mentre l’Unione delle Province preme ancora per una suddivisione.

«Anche senza l’audizione la voce di Pisa è arrivata comunque in Senato - commenta Filippeschi -. Ho parlato con il senatore Filippo Saltamartini del Pdl, che mi ha rappresentato una situazione molto fluida anche riguardo ai tempi di entrata in vigore della legge. Ho poi incontrato il senatore Walter Vitali, capogruppo del Pd, chiedendo di migliorare ancora i criteri e il procedimento per decidere i capoluoghi, e la presidente del gruppo del Pd Anna Finocchiaro». Il sindaco, che non poteva avere risposte certe, parla di «una situazione ancora molto confusa e questo è un motivo in più per mettere dei punti fermi e far valere criteri intelligenti e oggettivi. L’impegno è quello di premere per un miglioramento della legge, ma per effetto degli errori d’impostazione iniziali si vive una situazione in cui è difficile decidere secondo valutazioni razionali o rispetto alle attese di tante componenti sociali che chiedono che le nuove istituzioni siano sobrie ed efficaci».

Lunedì scade il termine per presentare gli emendamenti al decreto sul riordino delle Province che deve essere convertito entro il 5 gennaio. «Sarà - conclude Filippeschi - una giornata decisiva».Altro servizio a pagina 11

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