La manifestazione
Il preside sventa l’occupazione
Proteste degli studenti che si radunano nel cortile del liceo Dini
PISA. Ieri pomeriggio il preside del liceo scientifico “Ulisse Dini” ha sospeso i ricevimenti tra docenti e genitori invitando gli stessi ad uscire dalla scuola per “motivi di sicurezza”. Sono scattate immediate le proteste non solo di alcuni docenti, ma anche dei genitori e ovviamente degli studenti che hanno prima occupato il piazzale del liceo e poi, per pochi minuti, hanno bloccato il traffico in via Benedetto Croce e fatto un piccolo corteo di protesta in Corso Italia. Il preside Andrea Simonetti ha spiegato a tutti con molta calma, nel piazzale della scuola, i motivi di questa sua scelta. Ma una ventina di studenti non voleva comunque lasciare la scalinata del liceo.
«Ho ricevuto informazioni attendibili che un gruppo di ragazzi avrebbe voluto occupare la scuola e quindi, in via preventiva, ho sospeso i ricevimenti ed ho chiuso la scuola per motivi di sicurezza», ha detto il dirigente.
Il liceo Dini era in autogestione da due giorni e probabilmente si voleva passare da questa forma di protesta ad una più forte e al limite della legalità: l’occupazione. Inoltre erano circolate voci insistenti circa la presenza tra gli studenti di giovani che non appartenevano alla scuola.
Simonetti aggiunge: «I ragazzi hanno avuto più occasioni per esprimersi compiutamente e di confrontarsi sui motivi della loro protesta di questi ultimi due giorni. Questa è la via democratica e legale con cui procedere serenamente nel dialogo».
L’occupazione invece è un atto contrario alle leggi.
«Non posso permettere l’occupazione di un’istituto di cui sono garante e responsabile – continua il preside – e penso anche di aver tutelato anche gli stessi ragazzi che sarebbero incorsi in un reato con le relative sanzioni».
Il preside ha garantito che già oggi riprende il consueto caledario dei ricevimenti docenti/genitori, anche se alcuni ricevimenti già ieri si sono tenuti informalmente en plein air, cioè sul marciapiede di via Benedetto Croce.
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