Il Tirreno

Pisa

Derivati, il contratto con le banche è valido

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello della Dexia contro la Provincia, ma respinge la richiesta danni

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PISA. I costi impliciti sono inferiori a quanto paventato e non rappresentano una spesa effettiva per l’amministrazione. Sulla vicenda dei derivati, lunga ormai cinque anni, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello di Dexia Crediop (una delle due banche protagoniste, l’altra è la Depfa Bank) nella controversia che la oppone alla Provincia di Pisa, annullando la decisione del Tar della Toscana del novembre 2010 ed i provvedimenti in autotutela adottati dalla Provincia: in pratica, i contratti di swap sono validi.

Con le due banche la Provincia aveva stretto un accordo per un’operazione di ristrutturazione del proprio debito e la riduzione dell’importo della rata dei mutui in essere, attraverso la sottoscrizione di un prestito obbligazionario di 95 milioni di euro. Poi però, avendo riscontrato costi impliciti, aveva bloccato tutto in autotutela aprendo la strada a decisioni analoghe da parte di altri enti italiani.

Il Consiglio di Stato ha invece rivisto l’importo dei costi impliciti accogliendo le valutazioni del consulente tecnico d’ufficio, Roberto Angeletti della Banca d’Italia: 320mila euro anzichè gli 1,4 milioni stimati dalla Provincia, affermando che tale cifra non è sufficiente ad inficiare la convenienza economica dell’operazione. «I cosiddetti “costi impliciti” dello swap, peraltro ragionevolmente corretti in circa 320.000 euro (secondo le prudenziali e convincenti argomentazioni contenute nell’elaborato peritale) non rappresentano affatto una somma effettivamente sostenuta dall’amministrazione provinciale, rappresentando soltanto il valore che lo swap avrebbe potuto avere in una ipotetica (ma assolutamente irrealistica e non vera) contrattazione», si legge nella sentenza. Inoltre, la sentenza stabilisce che «in ogni caso i costi impliciti, essendo ampiamente ricompresi nella soglia di euro 402.000 (utile dell’operazione di rinegoziazione dei mutui contratti prima del 31 dicembre 1996), non sarebbero di per sé sufficienti a determinare una valutazione negativa circa la convenienza economica della complessiva operazione».

Il pronunciamento del Consiglio di Stato respinge comunque la richiesta di danni avanzata dalle banche nei confronti dell’amministrazione provinciale. «Spero che questa sentenza, molto dettagliata e analitica, possa essere la base per un rinnovato rapporto sano e positivo tra banche ed enti locali», ha detto in una nota l’ad di Dexia Crediop, Jean Le Naour.

Per la Provincia di Pisa, il direttore generale Giuliano Palagi sottolinea che «la sentenza riconosce l’esistenza di costi impliciti, come sostenuto sin dall’inizio, e inoltre rigetta la richiesta danni delle banche, riconoscendo così il buon operato e la correttezza della Provincia. Trattandosi di un provvedimento articolato e complesso, insieme ai nostri consulenti stiamo valutando il da farsi sia dal punto di vista amministrativo che per quanto concerne le vicende giudiziarie in corso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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