Il Tirreno

Pisa

Sequestrata cocaina per 200 milioni

di Candida Virgone
Sequestrata cocaina per 200 milioni

L’incredibile carico, 213 chili, trovato in un gommone a Calambrone: preso uno dei corrieri, è un livornese di 32 anni

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PISA. Duecentotrentuno chili di cocaina purissima che avrebbe potuto fruttare, una volta immessa sul mercato, cifre da capogiro: un rapido calcolo fatto dagli investigatori parla di duecento milioni di euro. L’enorme quantitativo dello stupefacente più ambito e più costoso è stato ritrovato sulla spiaggia di Calambrone dai carabinieri ed ha portato all’arresto di quello che dovrebbe essere uno dei corrieri incaricati di prelevare e consegnare parte della preziosa merce. In carcere, al Don Bosco, con l’accusa di traffico di droga, è finito un giovane livornese, sulla cui identità per ora viene mantenuto stretto riserbo: si sa che ha 32 anni, alcuni precedenti proprio per spaccio, e che, nonostante non abbia un’occupazione fissa, conduce una vita ad alto livello. Sul caso, uno dei più grossi ritrovamenti avvenuti nella penisola per questo tipo di stupefacente, soprattutto ad opera di una piccola stazione periferica dell’Arma, indaga la procura di Pisa ma anche la dda, direzione distrettuale antimafia: si ipotizza dunque un reato associativo, anche perché la quantità fa ben supporre l’esistenza di una grossa organizzazione internazionale e si può dunque parlare di associazione a delinquere. Si tratta di un’indagine delicata, con molte pedine ancora sulla scacchiera, sulla quale per questo è trapelato molto poco, ma si suppone che il pusher finito nella rete possa offrire una collaborazione in grado di intaccare la piramide che ha in mano l’ennesimo traffico di morte. Questa prima parte di inchiesta è stata presentata ieri mattina, alla caserma dei carabinieri, dal comandante provinciale, colonnello Gioacchino Di Meglio, e da quello della Compagnia, colonnello Gianni Fedeli.Non si esclude che di fatto il colpo assestato all’organizzazione sia una mossa che parte da un’inchiesta più grossa e già in corso. Gli inquirenti non lo dicono e parlano di un fatto casuale in cui un incredibile mix di intuito e fortuna ha giocato un ruolo di primo piano, cosa possibile per quanto inverosimile.

Secondo la ricostruzione fornita, qualche settimana fa, nel primo pomeriggio, una pattuglia della stazione di Tirrenia, passando da un cavalcavia, ha notato su una spiaggia di Calambrone vicina allo Scolmatore, un gommone abbandonato. Pensando che si trattasse di una imbarcazione rubata, i carabinieri si sono avvicinati facendo l’incredibile scoperta: nel natante c’erano nove zainetti da trekking zeppi di pietre di coca confezionate in 50 panetti. I militari hanno capito subito di cosa si trattasse ed hanno allertato il comando: è scattato così un appostamento che poche ore dopo ha condotto il primo anello della catena nella rete. Verso il tramonto infatti, a bordo di uno scooterone, è arrivato il ragazzo livornese che ha preso dal gommone uno zainetto contenente 25 chili di coca. È stato subito bloccato e arrestato. Poco credibile che lui solo potesse fare più viaggi con piccole quantità, più probabile invece che per dare meno nell’occhio ci fossero in programma altri otto corrieri incaricati di altrettanti trasporti. La droga doveva chiaramente essere diretta ad un laboratorio per raffinazione e polverizzazione, e successivo taglio con manitolo o ammanite, zuccheri artificiali. Taglio che avrebbe quadruplicato la quantità portando alle cifre da capogiro citate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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