Il Tirreno

Pisa

Province, il sindaco si autoconvoca a Roma

di Luca Daddi
Province, il sindaco si autoconvoca a Roma

Filippeschi: in questa storia troppe disparità di trattamento, il Senato deve ascoltare anche me

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PISA. «Ho deciso di autoconvocarmi a Roma perché finora mi è stata negata l’audizione davanti alla prima Commissione permanente del Senato, che sta esaminando il disegno di legge per la conversione del decreto sul riordino delle Province».

Così il sindaco Marco Filippeschi, presidente del Consiglio delle Autonomie locali della Toscana, critica il presidente della Commissione permanente Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, il quale non lo ha convocato, come invece ha fatto con altri amministratori toscani, nonostante la richiesta d’audizione partita da Pisa risalga al 21 novembre.

«Mi pare - aggiunge il primo cittadino - che siano state fatte disparità di trattamento che non si giustificano. Inoltre non è corretto negare una risposta formale e motivata a una domanda formale e motivata quale ho fatto. Dunque, chiedo di nuovo di essere ascoltato e domani (oggi per chi legge, ndr) sarò davanti al Senato con la fascia tricolore perché voglio far sentire la mia voce. Ho sollecitato anche un intervento dei senatori Franco Mugnai e Stefano Ceccanti».

«Il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, viene convocato per esporre le sue ragioni – sottolinea Filippeschi – e fare una proposta in contrasto con l’accorpamento delle quattro Province dell’Area Vasta della Toscana costiera: Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. Allora non si vede perché non debba essere sentito anche il sindaco di Pisa e presidente del Consiglio delle Autonomie locali della Toscana, il quale ha proposto con gli altri sindaci la nuova Provincia d’Area Vasta e vuole sostenere quanto il governo ha già inserito nel decreto».

«Anche il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini, ha annunciato che sarà ascoltato – aggiunge Filippeschi –, quindi non c’è un solo caso. Così, dato che Pisa è testimone per sua parte delle stesse problematiche che da diversi punti di vista e per diversi motivi pongono i presidenti delle Province di Lucca e Siena, non ultima quella dei criteri utilizzati per la scelta dei capoluoghi, mi chiedo perché non dovrei essere ascoltato anch’io per dire cosa pensano la mia città e i Comuni pisani».

Intanto, a nome della sua e di altre associazioni, Franco Ferraro, leader degli Amici di Pisa, lancia un appello al presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, affinché durante l’audizione a Roma, chieda «la rottamazione del decreto di riordino delle Province. Perché - afferma Ferraro - soltanto con il ritiro del decreto tutte le amministrazioni, compresa quella lucchese, avranno da guadagnare qualcosa di importante, anzi di vitale: la sopravvivenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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