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Pisa

Ospedale S. Chiara, la giunta dice sì al piano di recupero

di Danilo Renzullo
Ospedale S. Chiara, la giunta dice sì al piano di recupero

PISA. La giunta comunale ha adottato ieri il piano di recupero dell’ospedale Santa Chiara. Dopo l'atto di indirizzo del consiglio comunale di martedì scorso votato all'unanimità, l'atto della giunta...

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PISA. La giunta comunale ha adottato ieri il piano di recupero dell’ospedale Santa Chiara. Dopo l'atto di indirizzo del consiglio comunale di martedì scorso votato all'unanimità, l'atto della giunta dà il via ufficiale all'operazione che porterà all'alienazione del nosocomio pisano che servirà a finanziare parte del completamento del polo ospedaliero di Cisanello.

«Il via libera della giunta – commenta Carmine Zappacosta, consigliere comunale del Pd - è frutto di una visione d'insieme della città, imperniata sulla tutela dell'interesse pubblico. Siamo soddisfatti per aver combattuto affinché la riqualificazione del vecchio ospedale non servisse solo a garantire la sostenibilità economica dell'operazione Cisanello, ma anche grande fruibilità pubblica al quartiere».

L'atto di indirizzo del consiglio comunale prevede, tra gli altri punti, che enti o istituzioni pubbliche possano acquistare due edifici (l'edificio della scuola medica e quello della clinica oculistica) da destinare a funzioni pubbliche; l'inserimento del Santa Chiara nella zona a traffico limitato di Santa Maria e migliorare il sistema del verde presente nell'area per contribuire a costituire un insieme di spazi aperti e fruibili da tutti.

«Tutta la città, con il voto unanime del consiglio comunale, sostiene “l'operazione Ospedale”», aggiunge Riccardo Buscemi, consigliere comunale del Pdl, che invita «l'Azienda ospedaliera a rispettare il cronoprogramma perché ulteriori dilazioni vorrebbero dire ulteriori lievitazioni di costi».

Con l'adozione del piano di recupero, si è aperto anche il dibattito sul futuro uso del Santa Chiara. Confcommercio e Confesercenti sperano in una soluzione per i bancarellai di Piazza dei Miracoli. «Si apre una strada per una possibile soluzione della vicenda delle bancarelle del Duomo – commentano in una nota Elisabetta Ficeli e Giulio Garzella, rispettivamente vicedirettore di Confcommercio e vicedirettore di Confesercenti - attraverso l'individuazione di modalità di alienazione dell'unità 1 della struttura, per la quale vige la destinazione commerciale e che gli operatori del duomo sarebbero pronti ad acquisire. Da parte degli operatori c'è la massima disponibilità affinché sia trovata una soluzione ragionevole e condivisa».

Diego Petrucci, leader della lista civica “Noi adesso Pisa”, propone invece di fare del Santa Chiara, la «capitale europea dei congressi» attraverso la costruzione di un centro congressi-espositivo-fieristico».

«Sarebbe opportuno - spiega Petrucci – pensare all'area del Santa Chiara con questa vocazione che permetterebbe anche lo sviluppo di strutture alberghiere, commerciali e aree di tipo polifunzionale».

Legambiente e Rebeldìa esprimono preoccupazioni per «il rischio concreto di privatizzare un'enorme area pubblica senza avere in cambio un reale ritorno per la città, in quanto l’unica preoccupazione ribadita più volte dagli enti coinvolti, principalmente Università e Aoup, è quella di fare cassa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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