Trasporti
Broglio e il programma spaziale S. Marco
PISA. Oggi alle 15 nell’aula magna Ulisse Dini al polo A della Facoltà di Ingegneria (largo Lazzarino 1) si terrà una conferenza dal titolo “L’avventura italiana nello spazio: Luigi Broglio e il...
PISA. Oggi alle 15 nell’aula magna Ulisse Dini al polo A della Facoltà di Ingegneria (largo Lazzarino 1) si terrà una conferenza dal titolo “L’avventura italiana nello spazio: Luigi Broglio e il programma spaziale San Marco”. L’iniziativa è organizzata da Ateneo Studenti-Lista studenti.
Ancorate a poca distanza dalla costa, su uno splendido mare azzurro nei pressi di Malindi (Kenya, 2° 56’ sud), riposano cinque gigantesche piattaforme, testimoni di una storia strabiliante. E’ risaputo che il primo Paese a mettere in orbita un satellite fu l’Unione Sovietica (4 Ottobre 1957, Sputnik 1). Al secondo posto arrivarono gli Stati Uniti (31 Gennaio 1958, Explorer 1). Ma chi ricorda a chi andò la medaglia di bronzo nella corsa allo spazio? Il 15 Dicembre 1964, dalla base americana di Wallop Islands (Virginia), un razzo vettore Scout della Nasa venne approntato da un team di ingegneri italiani, guidati dal professor Luigi Broglio, per portare fra le stelle il satellite San Marco 1. Quel giorno, l’Italia divenne il terzo Paese a portare in orbita un oggetto: era cominciato il programma spaziale San Marco. Il meglio doveva ancora venire. La collaborazione Italia-Usa in campo spaziale divenne molto stretta e la Nasa favorì la nascita di qualcosa che non ebbe pari nel mondo per 30 anni. Il genio del prof. Broglio partorì l’idea e l’arte del sapersi arrangiare all’italiana trovò i mezzi per realizzarla: costruire un poligono di lancio italiano in mare nei pressi dell’Equatore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google