S. Chiara, via alla vendita dovrà finanziare Cisanello
La giunta comunale adotta il piano di recupero secondo il progetto Chipperfield Bando di gara a gennaio, si cerca un soggetto per gestire entrambe le operazioni
PISA. Conto alla rovescia per la doppia maxi-operazione di costruzione della parte ancora mancante dell’ospedale di Cisanello e della vendita dell’area del Santa Chiara. Un’operazione da cifre stratosferiche. Si pensi che per il completamento di Cisanello, compresa la scuola medica, serviranno 358 milioni di euro; e che dal Santa Chiara si punta a ricavare un minimo di 100 milioni. Le due operazioni sono collegate tra loro: dalla vendita del Santa Chiara, infatti, dovrà arrivare parte delle risorse con cui sostenere la realizzazione dell’ultimo potenziamento del polo di Cisanello. Il bando di gara è previsto nella prima metà del prossimo gennaio.
L’iter. L’intero programma è stato illustrato dal sindaco Marco Filippeschi e dall’assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri, insieme all’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, al direttore dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana Carlo Tomassini e al rettore Massimo Augello. Subito dopo il consiglio comunale ha discusso e approvato un ordine del giorno come atto di indirizzo per il recupero del Santa Chiara (secondo il progetto firmato dall’architetto David Chipperfield). Questo atto, che sarà approvato oggi dalla giunta, segna l’avvio dell’iter che porterà al bando. Gli altri passaggi saranno la sua pubblicazione sul bollettino regionale, la fase per le osservazioni e infine ci sarà l’approvazione.
Gli obiettivi. Dal riassetto urbanistico e dalla conseguente valorizzazione dell’area storica intorno alla Torre (con la vendita dei 21 edifici di proprietà di Aoup e Università) dipende dunque buona parte dell’operazione di trasferimento definitivo di tutto l’ospedale a Cisanello, con il completamento del cosiddetto “II potenziamento”. «Un’operazione di importanza strategica enorme per la collettività e per il servizio sanitario regionale, perché consentirà da un lato di riqualificare una delle aree di maggiore pregio storico della città, con evidenti ricadute di tipo economico; dall’altro di eliminare definitivamente la frammentazione dei reparti ospedalieri su due presidi e di concentrare tutto il nocciolo dell’area assistenziale, didattica e della ricerca in un moderno monoblocco ispirato agli standard di qualità, sicurezza e risparmio energetico tra i più avanzati in Europa», commentano Marroni e Tomassini.
Il bando. Sarà una gara unica quella che Aoup e Università, soggetti proprietari degli edifici da vendere e costruire, lanceranno a gennaio. E lo faranno attraverso un meccanismo che cercherà di legare le due operazioni, con l’obiettivo di avere un unico vincitore: dunque, un solo soggetto di riferimento «che sia stimolato a garantire tempi sicuri e rapidi sia a Cisanello che al Santa Chiara», sottolinea Filippeschi. Nell’appalto saranno comprese la progettazione esecutiva per Cisanello e la costruzione degli edifici: 2º potenziamento, piastra dei laboratori e ricerca, centrali tecnologiche, polo didattico e scuole mediche di base universitarie, la gestione delle centrali di energia e la manutenzione degli impianti e degli edifici per 10-15 anni. Attraverso il bando si cercherà quindi un soggetto dalle spalle larghe, sperando che il mercato, alla prese con la crisi economica, risponda positivamente. Con il piano di recupero del Santa Chiara, dove ancora resta il 30% delle strutture ospedaliere, sarà variata la destinazione d’uso degli immobili (in commerciale, abitativa, ricettiva, sociale) per consentire la loro valorizzazione economica. I tempi? Per Cisanello sono indicati in un anno per le procedure di gara più altri tre per la costruzione.
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