Sicurezza
Botte ai genitori che non gli danno i soldi per la droga
Quarantenne pisano arrestato dai carabinieri, chiamati dalla madre in lacrime, per maltrattamenti al padre
PISA. È costata il carcere l’ennesima aggressione di un uomo di 39 anni ai genitori che non volevano cedere alle sue continue richieste di soldi. Da tempo vittima dell’uso di droga, l’uomo aveva instaurato in casa un clima di tensione e paura che aveva portato due pensionati pisani a presentare ai carabinieri una raffica di denunce. Poche mattine fa la madre dell’uomo non ce l’ha fatta più e, quando ha visto i figlio mettere per l’ennesima volta le mani addosso al padre, ha alzato la cornetta del telefono e ha chiamato i carabinieri. Il padre aveva una ferita al viso, causata dalle percosse del figlio, e sia lui che la moglie apparivano terrorizzati e piangenti per una situazione che si ripete ormai da troppo tempo.
I carabinieri - è intervenuta una pattuglia del nucleo radiomobile - hanno arrestato il figlio con l’accusa di maltrattamenti.
In passato la povera coppia aveva provato a difendersi da questa situazione denunciando le continue angherie a cui era sottoposta, ma purtroppo non era bastato a fermare la furia di un figlio accecato dal bisogno di stupefacenti e, pare, ormai in precarie condizioni psicologiche. La vita di tutti i giorni, nel racconto dei due anziani, lei sessantenne, lui settantenne, era diventata un inferno. Il figlio negli anni aveva tentato dei periodi di disintossicazione ed era stato anche ospite della comunità di San Patrignano dando alla famiglia una boccata d’ossigeno e soprattutto la speranza di un cambiamento; ma ogni ritorno a casa era coinciso con un tuffo nel passato e un nuovo ricorso a sostanze stupefacenti. Sull’uomo gravano anche numerosi precedenti penali, tutti dovuti a reati commessi per procurarsi la dose quotidiana.
Una situazione, spiegano gli inquirenti, purtroppo non unica ma che è comune a molte famiglie in cui la droga ha alterato i rapporti, gli affetti, il quotidiano, rendendo l’esistenza un continuo conflitto. E non si tratta di ambienti degradati. La coppia che si è rivolta ai carabinieri non è indigente, non è senza strumenti culturali, non è socialmente a rischio. Si tratta di gente normale, perbene, che ha lavorato una vita e vive con una modesta pensione che non può bastare a soddisfare i costi di oggi e quelli di chi ha bisogno quotidiano di stupefacenti. Negli ultimi tempi le richieste del figlio, che sarebbe in difficoltà anche a trovare un’occupazione, si erano fatte particolarmente pressanti, gettando i poveri genitori nel panico. Sul caso è stata aperta un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Antonio Giaconi che ha chiesto per l’uomo il carcere, confermato dal gip Elsa Iadaresta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
