Il Tirreno

Pisa

«Questo festival crescerà ancora»

di Candida Virgone
«Questo festival crescerà ancora»

Intervista alla signora del Pisa Book, Lucia Della Porta, che conferma la scelta della sede unica e del palacongressi

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PISA. Chi dice Pisa Book festival dice Lucia Della Porta. È lei la signora di questo appuntamento che ha portato Pisa nell’Olimpo delle fiere del libro italiane, al terzo posto dopo le belle kermesse storiche e nazionali di Roma e Torino. Cagliaritana, classe ’51, sposata, madre di una ragazzo e una ragazza, titolare della omonima casa editrice di libri storici, un sorriso irresistibile che è anche specchio di un’anima serena ma mai paga, in questa intervista tira le somme su una manifestazione che con successo ha raggiunto i dieci anni di vita, con 150 editori presenti e oltre quarantamila visitatori, seimila dei quali bambini.

Un bel traguardo che fa ben sperare per il futuro...

«Ogni edizione serve a perfezionarsi e imparare di più. Dici che non sono mai paga, ma credo che si possa fare sempre meglio e che si faciano d egli errori, come l’anno che, avendo 180 editori li portammo all’Expo, con un gran successo di pubblico ma grande scontentezza degli espositori per un posto che, così com’è, non si presta, come non si poteva prestare la Leopolda».

Quindi il palacongressi resta la sede più adatta, anche se quest’anno si stava un po’ stretti?

«Certo, ci siamo allargati anche verso la facoltà di economia e vedremo cosa si può fare per il futuro per migliorare».

Si era parlato di tre sedi, Leopolda, Sangallo, palacongressi.

«No. Assolutamente uniti, mai separarsi».

Si tratta di una manifestazione di livello e di grande attrazione: è una fiera, non è riduttivo chiamarla festival?

«Non si cambia in corsa un nome che funziona, dicono non porti bene... Lasciamo questo, ormai è un marchio».

Nato dieci anni fa. In che modo?

«Venne a Pisa Alfredo Salsano di Torino, editor della Bollati Boringhieri, per il suo Slow Book, fatto per il libro che non deve tornare invenduto alla casa e restare in libreria. Salsano purtroppo è scomparso, ma questo è diventato un appuntamento fisso che negli anni è cresciuto con grande soddisfazione».

Denso di appuntamenti importanti.

«Gli eventi sono stati centinaia. La presentazione del libro di Margherita Hack e Pierluigi Di Piazza, «Dialogo fra un’atea e un prete», ha fatto il pieno con più di 600 persone e 500 rimaste fuori e tornate il giorno dopo. Benissimo sono andati il libro di Maurizio De Giovanni o lo spettacolo di Gek Tessaro per i piccoli, il concerto di Worms, il Book Junior con migliaia di bambini. Fondamentale è stata la comunicazione, il rapporto con i giornali, Repubblica Caffè».

E tanto interesse anche per scrittori meno inseriti sulla piazza italiana come gli olandesi..

«È stato un successo e gli olandesi sono andati via soddisfatti e pieni di progetti per nuovi incontri».

Il paese ospite l’anno prossimo?

«Ci sono trattative in corso, impossibile fare anticipazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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