Il Tirreno

Pisa

Pisa per tre giorni capitale dell’editoria

di Edoardo Prediletto
Pisa per tre giorni capitale dell’editoria

Viaggio fra gli avvenimenti clou della manifestazione ormai punto di riferimento degli indipendenti

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PISA. Solo tre parole: Pisa Book Festival. Sono stati tre giorni incredibili, correndo da uno stand all'altro, rimbalzando fra le sale per seguire tanti eventi fra centinaia di autori e performance, il tutto facendo incetta di libri, senza mai tirare il fiato.

Già venerdì 23 i corridoi del Palazzo Dei Congressi iniziano a riempirsi e, a guardare il programma, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Da dove cominciare quindi? Un giro fra gli stand dei 150 editori presenti e poi subito alla presentazione di "Mama Tandoori", il best seller del giovanissimo Ernest van der Kwast, primo scrittore del paese ospite di quest'anno: l'Olanda. Il libro racconta in chiave ironica la difficile convivenza con una mamma indiana - quella dell'autore - decisamente impossibile e sempre armata di mattarello, anche se, a suo modo, molto amorevole.

Dopo l'incontro c'è giusto il tempo di farsi autografare il libro: in un'altra sala, infatti, sta iniziando la presentazione del saggio "Noi domani. Un viaggio nella scuola multiculturale", di Vinicio Ongini, scrittore e ideatore di progetti di biblioteche multiculturali. È una conversazione interessantissima, durante la quale interviene anche l'artista iracheno Fuad Aziz, oltre all'assessore comunale alla pubblica istruzione, Marilù Chiofalo.

Si può concludere la giornata all'insegna degli incontri con gli scrittori pisani. Prima tocca a Marco Malvaldi, autore, insieme a Roberto Vacca (ingegnere e divulgatore scientifico), de "La pillola del giorno prima", un piccolo saggio che affronta il difficile tema della mercificazione delle malattie. Poi è il turno di "Mabel dice di si", scritto da Luca Ricci, un libro dalle atmosfere intriganti fra le stanze di un albergo, dove tutto ruota intorno a Mabel, una musa dal fascino misterioso ma irresistibile.

Sabato 24 il Pisa Book Junior è un successo per i più piccoli: basta uno sguardo al laboratorio di Emanuele Pessi "Entra nella città della scienza e diventa professore", gremito di futuri piccoli scienziati. Però l'evento principale del giorno è indubbiamente la presentazione del libro "Io credo. Dialogo fra un'atea e un prete" scritto a quattro mani da Pierluigi Piazza e Margherita Hack. L'astrofisica, stellare più che mai, parla a una sala stracolma e rapita. Estremamente affascinante è, poi, l'incontro sul libro "Nella casa del pianista" nel quale l'autore, Jan Brokken, racconta la vita del suo amico, il grande pianista russo Youri Egorov, accompagnato al pianoforte da Marcel Worms. Le dita del pianista sfiorano appena i tasti mentre una musica dolcissima inebria gli ospiti.

Domenica 25 la fiera è talmente piena di visitatori che si fatica ad entrare. Un oceano di mamme e bambini sommerge letteralmente l'evento junior "Musica in fasce", una lezione concerto a cura della Scuola Amadeus.

Il pomeriggio è fitto di eventi interessanti, come "Letteratura Migrante", dove gli autori olandesi Amara Lakhous, Sipko Melissen e Rachel Visscher discutono temi spesso poco affrontati come l'imagologia, il realismo e l'immaginazione. Però al Pbf c'è spazio anche per il teatro: uno degli ultimi appuntamenti è, infatti, "Farmageddon. L'ultimo uomo sano sulla terra", uno spettacolo di Emergency con Mario Spallino su testo e regia di Patrizia Pasqui. Lo show fa riflettere su quanto la moderna medicina sembra essere più schiava del profitto che del giuramento di Ippocrate.

Finito lo spettacolo, anche la fiera, purtroppo si avvia alla chiusura, e, mentre si esce non si può che pensare: al prossimo anno Pisa Book Festival!

Edoardo Prediletto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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