Sicurezza
Controlli in locale del centro La titolare: modi arroganti
PISA. E’ dello scorso mese di aprile la morte di Emilio Virgili, il ristoratore colpito da infarto durante un controllo dell’Asl nel suo locale. Un episodio tornato alla mente di Simona Scarficcia,...
PISA. E’ dello scorso mese di aprile la morte di Emilio Virgili, il ristoratore colpito da infarto durante un controllo dell’Asl nel suo locale. Un episodio tornato alla mente di Simona Scarficcia, la proprietaria dell’Osteria di Culegna, piccolo ristorante in centro città, quando qualche tempo fa ha ricevuto la visita di sei uomini (incaricati dell’Asl e della Polizia municipale). «Eravamo nel pieno del lavoro - dice la signora - quando queste persone sono entrate e si sono dirette in cucina. Malgrado poi loro abbiano detto il contrario, non si sono identificati e hanno intimato di farci chiudere solo perché la cuoca ha chiesto spiegazioni».
Scarficcia parla di «atteggiamento vessatorio e arrogante» dei funzionari. «Anche alcuni clienti - continua - si sono alzati per calmarli. Sembrava impossibile che si comportassero con tanta arroganza, come fossimo delle delinquenti, mentre invece stavamo solo lavorando». Ma qual era l’oggetto “incriminato”? «La cappa di aspirazione. Per alcuni problemi strutturali la nostra cappa ha delle vibrazioni che provocano disagi alla signora del piano di sopra. Negli ultimi mesi abbiamo cercato di ovviare con dei lavori, ma non è stato sufficiente. Siamo volute andare in tribunale per risolvere la questione e ci siamo rivolte ad un ctu (consulente tecnico d’ufficio) per valutare la situazione». La titolare di Culegna prosegue: «Il sequestro non è stato confermato perché non c’erano i presupposti legali: hanno detto che era un problema di disturbo della quiete pubblica, quando invece è solo un problema di immissioni in un appartamento».
La dottoressa Emanuela De Franco, responsabile dell’Unità igiene sanità pubblica dell’Asl, sui fatti ha dichiarato: «Il nostro funzionario si è recato al sopralluogo della polizia municipale semplicemente come supporto. La nostra unità non ha la competenza per fare alcun tipo di controllo o rilievo fonometrico. La questione del sequestro è di diretta responsabilità della polizia municipale che agiva in base ad un’ordinanza. Riguardo all’atteggiamento del nostro funzionario, non so se veramente si sia comportato in maniera vessatoria. In sede privata mi è stato negato qualsiasi atteggiamento “forte”; se dalle titolari del ristorante è stato percepito un modo di fare minaccioso non posso far altro che scusarmi a nome dell’ispettore e di tutto il dipartimento».
Cesare Bonifazi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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